Un’inchiesta della DDA di Milano ha portato all’arresto di 19 persone, tra capi e affiliati dei gruppi ultrà della Curva Nord dell’Inter e della Curva Sud del Milan, svelando un vasto sistema di criminalità organizzata legato alla gestione dei biglietti delle partite e ad altre attività economiche legate allo stadio San Siro. L’indagine ha rivelato accordi tra gruppi rivali per spartirsi i profitti derivanti dalla vendita di biglietti a prezzi maggiorati e dalla gestione di altre attività, come parcheggi, catering e facchinaggio.

Tra gli arrestati figurano Marco Ferdico, leader della Curva Nord interista, e Luca Lucci, capo della Curva Sud milanista. L’inchiesta ha coinvolto anche la ‘ndrangheta, con legami tra Ferdico e il clan Bellocco. I capi degli ultrà avrebbero esercitato pressioni sulla società dell’Inter per ottenere biglietti per la finale di Champions League 2023, con contatti a vari livelli, da giornalisti a ex calciatori come Marco Materazzi.

Oltre alla gestione illegale dei biglietti, gli ultrà controllavano altre attività economiche intorno allo stadio, generando guadagni di milioni di euro. Le accuse vanno dall’associazione per delinquere all’estorsione, fino a reati di lesioni e risse legati agli scontri tra tifoserie. L’indagine ha messo in luce come San Siro fosse diventato un “territorio franco”, sottratto a ogni controllo di legalità.

Nonostante la gravità delle accuse, dirigenti e calciatori di Inter e Milan non risultano indagati. Tuttavia, la FIGC ha chiesto gli atti dell’inchiesta, mentre i club dovranno dimostrare di aver tagliato ogni legame con gli ultrà, soprattutto riguardo alla gestione dei biglietti.