La comunità di Casalpalocco è ancora in lutto mentre la processione per onorare la memoria di Manuel, il bambino di cinque anni vittima dell’incidente causato da una Lamborghini con a bordo alcuni youtuber, si svolge nel luogo dell’incidente. Nel frattempo, i magistrati sono in attesa dei risultati dell’autopsia sul corpo del piccolo. Il pm titolare dell’indagine, che vede iscritto nel registro degli indagati per i reati di omicidio stradale e lesioni Matteo Di Pietro, che era alla guida del Suv Lamborghini, ha affidato l’esame autoptico al policlinico di Tor Vergata.

L’indignazione è palpabile sui social media e per le strade del quartiere romano vicino al mare. Una madre dichiara che conosceva i ragazzi coinvolti e aveva visto la Lamborghini passare la sera prima della tragedia, chiedendosi come fosse possibile che ragazzi così giovani potessero guidare una macchina così veloce. Gabriele Morabito, amministratore unico di Skylimit, l’autonoleggio che ha noleggiato la Lamborghini a Matteo Di Pietro, afferma che la macchina poteva essere data in affitto in presenza di una patente di guida valida da almeno un anno. Tuttavia, condanna ogni comportamento irresponsabile e ritiene che la responsabilità educativa spetti ai genitori.

L’avvocato Domenico Musicco, presidente di Avisl Onlus – Associazione vittime degli incidenti stradali, critica il fatto che Matteo Di Pietro, il giovane youtuber coinvolto nell’incidente, sia ancora in libertà nonostante sia indagato per omicidio stradale. Musicco sottolinea che il giovane viaggiava ad alta velocità e sotto l’influenza dei cannabinoidi mentre girava video sui social media, provocando un incidente mortale che ha coinvolto un bambino di 5 anni. L’avvocato ritiene che siano presenti tutti i presupposti per l’applicazione delle misure cautelari, come l’arresto domiciliare, soprattutto considerando il pericolo di recidiva. L’assenza di provvedimenti restrittivi è considerata un segnale negativo per la giustizia e per la famiglia della vittima.

Intanto, la Procura di Roma ha richiesto una consulenza sui telefoni cellulari dei cinque giovani ventenni presenti nella Lamborghini blu al momento dell’incidente. L’obiettivo dell’inchiesta è verificare se ci siano video registrati sui telefoni di Mattia Di Pietro prima, durante o dopo l’incidente.