La manovra arriverà domani alle Camere  e con ogni probabilità soltanto allora le misure acquisteranno la loro completezza, nei dettagli normativi ma anche negli importi. Infatti, le nuove bozze risultano arricchite di alcune novità ma carenti sulle nuove risorse.

L’ultima versione della manovra è lievitata a 155 articoli con l’aggiunta dell’esenzione Imu per le case occupate, del pacchetto ambientale con la proroga delle agevolazioni degli acquisti di materiali riciclati, con la rapida ricostituzione della Società Stretto di Messina, a cui è associato lo stop ai contenziosi pregressi legati alla mancata realizzazione del Ponte e la possibilità di un aumento di capitale di Anas e Rfi. Per la Tav arriva anche  una netta accelerazione con la scadenza del 31 marzo per ottenere l’autorizzazione del Cipess al terzo lotto. Inoltre, tra le misure a favore dei territori colpiti dai terremoti compare anche la proroga delle agevolazioni previste per Ischia, oggetto ieri della frana di Casamicciola. Inoltre, come forma di copertura della manovra spunta nell’ultima bozza un nuovo balzello sulle assicurazioni. L’imposta sulle riserve matematiche dei rami vita introdotta nel 2002, inizialmente allo 0,20% e modificata negli anni per arrivare fino allo 0,45% attuale, salirà allo 0,50%. Nonostante la caratteristica di anticipo di imposta, gli importi pagati dal 2002 non sono mai stati del tutto recuperati e la somma non rientrata nelle casse delle compagnie ammonta ad oggi a circa 10 mld. L’aumento interviene modificando l’aliquota ormai ferma allo 0,45% da 10 anni, andando in controtendenza rispetto agli interventi normativi che, dopo il 2002, avevano parzialmente corretto il tiro evitando un peso eccessivo sulle compagnie di assicurazione. L’incasso derivante dal rialzo allo 0,50% potrebbe valere qualche centinaio di milioni. Sempre come forma di copertura, in un altro articolo della bozza è infatti prevista per le polizze vita ramo I e V la possibilità di affrancare, con una sostitutiva ad hoc al 14% la cui provvista è fornita dall’assicurato, il rendimento latente maturato sino al 2022. Una misura che potrebbe garantire un gettito di qualche centinaio di milioni di euro.