Le parole di Nicola Turetta, padre di Filippo Turetta, intercettate durante un colloquio in carcere, hanno sollevato una forte polemica. Durante la conversazione del 3 dicembre con il figlio, Nicola ha cercato di confortarlo dicendo: “Hai fatto qualcosa, però non sei un mafioso, non sei uno che ammazza le persone, hai avuto un momento di debolezza. Non sei un terrorista”. Queste parole hanno scavato un profondo abisso tra la famiglia della vittima, Giulia Cecchettin, e quella del reo confesso.

Elena Cecchettin, sorella di Giulia, ha reagito su Instagram, rifiutando la “normalizzazione del femminicidio”. Le Camere Penali hanno criticato la diffusione delle intercettazioni, definendola voyeurismo fuori luogo e sottolineando che non aggiunge nulla alle indagini. Anche Pierantonio Zanettin, capogruppo di Forza Italia in Commissione Giustizia, ha sollecitato un’indagine per verificare possibili violazioni di legge.

Il 3 dicembre, Nicola e Elisabetta Martini hanno incontrato Filippo per la prima volta dopo l’omicidio. Filippo, arrestato il 25 novembre dopo una fuga in Germania, ha confessato di aver pianificato l’omicidio della ex fidanzata Giulia. Durante il colloquio, Nicola ha cercato di incoraggiare Filippo a “farsi forza” e a non incolparsi eccessivamente. Tuttavia, queste parole sembrano contrastare con le precedenti espressioni di cordoglio e richiesta di perdono indirizzate alla famiglia Cecchettin.

Elena Cecchettin ha esortato a “rompere il silenzio omertoso” e a non considerare le vittime come semplici statistiche, sottolineando la sistematica normalizzazione della violenza. Le intercettazioni, pur presenti nel fascicolo, probabilmente non influenzeranno il processo in Corte d’Assise che inizierà il 23 settembre a Venezia. Altri stralci delle conversazioni indicano che Nicola non nasconde la gravità delle azioni del figlio e lo esorta a collaborare pienamente con gli avvocati difensori.

Il segretario delle Camere Penali, Rinaldo Romanelli, ha criticato duramente la pubblicazione delle intercettazioni, definendola immorale e pericolosa per i genitori di Filippo, che stanno vivendo un’atroce sofferenza senza aver commesso alcun reato