I pentastellati non partecipano al voto sul decreto Aiuti alla Camera. Il testo passa con 266 sì e 47 no. La tensione si sposta al Senato, dove il testo deve essere approvato entro questa settimana. Il premier Draghi stamani intanto si incontrerà con i sindacati per affrontare diversi temi importanti: dai minimi salariali per combattere il ‘lavoro povero’ al taglio del cuneo fiscale.

Il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra in una intervista ad Agorà, ha affermato: “Chiederemo al Governo misure straordinarie già a partire dalle prossime settimane per tutelare il potere d’acquisto di salari e pensioni ormai schiacciati dall’aumento incontrollato dei prezzi, soprattutto sull’alimentare e sui prodotti energetici. Le misure messe in campo dal Governo sono importanti, utili, ma largamente insufficienti. Bisogna tagliare in modo strutturale il cuneo fiscale, prorogare il bonus 200 euro, tagliare le accise su carburanti, allargare la platea dei beneficiari del bonus bollette e rinnovare i contratti, pubblici e privati”. Intanto il leader di Forza Italia Berlusconi chiede al presidente del Consiglio di aprire una verifica di maggioranza e di sottrarsi “a questa logica politicamente ricattatoria”.
Scorrendo i tabulati, emerge che complessivamente non hanno partecipato al voto 227 deputati, oltre agli 88 assenti giustificati perché in missione. Su 104 deputati del M5s (non si calcola il presidente della Camera Roberto Fico) sono 85 quelli che non hanno partecipato al voto, seguendo l’indicazione del partito (altri 18 erano in missione). Sempre secondo i tabulati, si contano 41 assenti non giustificati nella Lega (altri 15 in missione), 28 in Forza Italia (altri 9 in missione), 16 nel Pd (altri 13 in missione) e 11 in Italia viva (altri 6 in missione).