Dopo tre giorni di silenzio, Emmanuel Macron ha rotto il silenzio con una “lettera” indirizzata direttamente ai francesi mentre era in volo verso il vertice NATO a Washington. Nella sua missiva, Macron ha espresso il bisogno di un’ampia unione tra le forze repubblicane per poter nominare il nuovo primo ministro, sfidando le estreme che lo minacciano.

La lettera arriva in un momento di forte tensione politica, con il partito macroniano di Renaissance diviso tra chi guarda a destra, come Edouard Philippe, e chi cerca accordi con i socialdemocratici e la destra di governo. Le parole di Macron hanno subito scatenato reazioni furiose dalle estremità politiche: Jean-Luc Mélenchon di La France Insoumise ha accusato Macron di ignorare il verdetto delle urne, mentre Jordan Bardella del Rassemblement National ha criticato il presidente per aver organizzato la “paralisi del Paese”.

Nel suo messaggio, Macron ha esortato i politici a mettere il Paese sopra gli interessi di partito e a costruire compromessi, lasciando tempo alle forze politiche per farlo. Fino a quando non sarà raggiunto un accordo, il governo attuale continuerà a esercitare le sue responsabilità.

All’interno di Renaissance, le divisioni sono evidenti: alcuni deputati sostengono una coalizione che vada dai socialdemocratici alla destra di governo, mentre altri, come l’ex premier Edouard Philippe e il ministro dell’Interno Gérald Darmanin, preferiscono un’alleanza solo con la destra. In questo contesto caotico, emerge il nome di Jean-Louis Borloo, un centrista apprezzato da entrambe le fazioni, come possibile candidato per il ruolo di premier.