La Manovra economica è approdata in Senato e, insieme all’avvio delle audizioni in commissione Bilancio, si è aperto un intenso confronto tra imprese, banche e associazioni di categoria, tutte pronte a chiedere modifiche per “migliorarla” o “correggerla”.
Dal mondo industriale è arrivato l’intervento del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, che da un evento a Bergamo ha auspicato margini di revisione della manovra, in particolare per rendere triennale l’iper e il super ammortamento, considerati fondamentali per sostenere gli investimenti.
Toni più cauti, ma non privi di preoccupazione, sono arrivati dal mondo bancario. L’Abi, rappresentata dal direttore generale Marco Elio Rottigni, ha ricordato che le nuove misure fiscali comporteranno per il settore un gettito aggiuntivo di 9,6 miliardi di euro in quattro anni, oltre a un mancato guadagno stimato in 800 milioni per la riduzione della liquidità investita in titoli di Stato. Rottigni ha evidenziato che le banche “avrebbero preferito un contributo una tantum come lo scorso anno, senza effetti sul patrimonio”, ma hanno comunque ribadito la volontà di collaborare con il governo, pur sottolineando che il peso delle nuove imposte ricadrà su tutto il comparto, incluse le realtà più piccole.
Sul fronte immobiliare, la Fimaa (Federazione italiana mediatori agenti d’affari) ha espresso forte preoccupazione per l’aumento della cedolare secca sugli affitti brevi dal 21% al 26%, misura giudicata inutile e controproducente. “La carenza di immobili in affitto a medio e lungo termine – ha spiegato il vicepresidente nazionale Maurizio Pezzetta – non dipende dagli affitti turistici, che rappresentano meno del 2% del totale, ma dalle tasse elevate e dai rischi di morosità”.
Critiche arrivano anche dal settore dei trasporti. Conftrasporto ha definito “particolarmente critica” la norma che vieta la compensazione dei crediti d’imposta con i contributi previdenziali e assicurativi, avvertendo che potrebbe “paralizzare l’operatività delle imprese di autotrasporto”. Confetra ha chiesto di stabilizzare l’Ires premiale per le imprese virtuose, mentre Asstra ha espresso preoccupazione per il definanziamento del rinnovo del contratto del trasporto pubblico locale.
Le associazioni d’impresa – tra cui Confapi, Alleanza Coop, Confimi e Conflavoro Pmi – hanno chiesto inoltre un pacchetto di misure per sostenere le aziende colpite dai dazi internazionali, evidenziando i rischi per la competitività del tessuto produttivo.
Il dibattito proseguirà nei prossimi giorni anche attraverso le cosiddette “audizioni ombra” promosse dalle opposizioni. Mercoledì sarà la volta dei segretari di Cisl e Uil, giovedì interverrà Confindustria, mentre il 11 novembre sarà ascoltata la Cgil.
La Manovra, al centro di tensioni politiche e richieste di revisione da più fronti, entra così nel vivo del confronto parlamentare, tra appelli alla prudenza e pressioni per modifiche sostanziali a favore del mondo produttivo e del lavoro.










