Nel pieno delle tensioni internazionali tra Medio Oriente ed equilibri atlantici, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso una posizione netta durante la sua visita ufficiale a Praga. Al centro del suo intervento, la crisi in Libano e il ruolo della Nato, messo in discussione dalle recenti dichiarazioni dell’ex presidente americano Donald Trump.
Mattarella ha descritto il Libano come un Paese impegnato in un percorso di stabilizzazione, oggi però travolto da una “tempesta di bombardamenti devastanti”. Senza citare direttamente i protagonisti internazionali, il capo dello Stato ha fatto chiaramente riferimento alle responsabilità e alle tensioni in atto, ribadendo l’importanza di un approccio equilibrato ai conflitti, che tenga conto non solo dell’aspetto militare ma anche delle conseguenze future.
Nel mirino del presidente anche le critiche statunitensi all’Europa e alla Nato. Trump, infatti, ha recentemente accusato l’Alleanza di non aver sostenuto adeguatamente le operazioni in Medio Oriente, esprimendo frustrazione durante un incontro con il segretario generale Mark Rutte. Una posizione respinta da Mattarella, che ha difeso il ruolo dell’Europa, sottolineando come il contributo dei Paesi non belligeranti sia tutt’altro che marginale.
Un concetto condiviso anche dal presidente ceco Petr Pavel, che ha ricordato come la Nato sia un’alleanza difensiva, nata per proteggere i territori dei suoi membri e non per intervenire in conflitti esterni. Secondo Pavel, le critiche americane derivano più da un problema di comunicazione che da una reale mancanza di impegno.
Nel suo intervento, Mattarella ha inoltre lanciato un appello all’Unione Europea affinché rafforzi la propria unità e coesione, soprattutto nelle crisi internazionali. Solo una posizione comune, ha sottolineato, può permettere all’Europa di avere un ruolo efficace e credibile sulla scena globale, anche quando ciò implica la capacità di esprimere dissenso nei confronti degli alleati.
Il presidente ha infine richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare la difesa comune europea, anche alla luce della guerra in Ucraina, dove l’aggressione russa ha evidenziato l’urgenza di una maggiore autonomia strategica dell’Unione.
Le dichiarazioni arrivano in un contesto politico complesso anche per la Repubblica Ceca, dove il presidente Pavel convive con un governo guidato da Andrej Babis, espressione di posizioni più euroscettiche e filo-russe. Un quadro che rende ancora più evidente, secondo Mattarella, la necessità di un’Europa coesa e capace di affrontare le sfide globali con una visione condivisa.










