Una giornata densa di significati quella vissuta dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha incontrato per la prima volta Papa Leone XIV in Vaticano. Un colloquio privato e cordiale, svoltosi nel Palazzo Apostolico, in cui sono stati affrontati i grandi temi che scuotono la scena internazionale: la guerra in Ucraina, la crisi umanitaria a Gaza e i temi sociali cari alla Chiesa.
Accompagnato dalla figlia Laura e dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, Mattarella ha portato al Pontefice “l’affetto dell’Italia”, ribadendo la continuità degli ottimi rapporti tra lo Stato italiano e il Vaticano. La Santa Sede ha confermato che nei colloqui con la Segreteria di Stato è stato espresso “compiacimento per le buone relazioni bilaterali” e che si è discusso in particolare dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente.
Sebbene il comunicato ufficiale sia rimasto generico, è chiaro che Mattarella e Papa Leone XIV condividano preoccupazioni comuni, specialmente riguardo alla situazione a Gaza. Il presidente ha più volte denunciato la crisi umanitaria in corso, causata dalla chiusura dei valichi che ha portato alla fame migliaia di civili, tra cui bambini e anziani. Una linea che sembra trovare eco nelle parole e nell’impegno del nuovo Pontefice.
Dal Vaticano, il capo dello Stato si è poi recato ad Arezzo, a Rondine – Cittadella della Pace, dove ha parlato con i giovani dell’importanza dell’impegno personale e collettivo per la costruzione della pace. Citando Sant’Agostino, ha ricordato che “i tempi siamo noi”, sottolineando la responsabilità individuale nel plasmare il mondo.
Nel passaggio più politico della giornata, Mattarella ha poi lanciato un forte appello all’Europa: “La pace si realizza ricostruendo un sistema di rapporti internazionali basato sulle regole. L’Unione Europea deve essere unita, efficiente, e capace di resistere agli attacchi interni ed esterni”. Un chiaro riferimento alla minaccia dei nazionalismi e dei sovranismi che minano la coesione dell’Unione.
Per il presidente, l’Europa deve diventare uno dei cardini della mediazione globale, contribuendo alla definizione di un nuovo modello di sicurezza, coesistenza e collaborazione tra i popoli. Un messaggio che, molto probabilmente, ha trovato spazio anche nell’incontro con Papa Leone XIV, in un’intesa che unisce fede, diplomazia e visione per il futuro.










