Al termine del vertice europeo di Copenaghen, la premier Giorgia Meloni ha lanciato un duro affondo contro i sindacati per lo sciopero generale proclamato per venerdì in solidarietà con Gaza: «Mi sarei aspettata che almeno su una questione che ritenevano così importante non avessero indetto lo sciopero di venerdì. Il weekend lungo e la rivoluzione non stanno insieme», ha ironizzato.

Immediate le reazioni. Il segretario della Cgil, Maurizio Landini, ha definito le parole di Meloni «un’offesa» chiedendo «rispetto» per i lavoratori. Dall’opposizione, Elly Schlein ha invitato la premier a «mollare la clava e provare a fare la presidente del Consiglio del Paese».

La giornata politica, già segnata dall’abbordaggio della Flotilla da parte della marina israeliana, si è chiusa con un Consiglio dei ministri nel quale il vicepremier Matteo Salvini ha proposto una revisione delle norme sugli scioperi, soprattutto per quanto riguarda le sanzioni. In un video diffuso in serata ha avvertito: «Ultimo avviso: se prevarrà il buon senso ci comporteremo in una certa maniera, se prevarranno arroganza e violenza sapremo come reagire».

Il Garante sugli scioperi ha giudicato l’agitazione illegittima, in quanto non legata a casi di difesa dell’ordine costituzionale o gravi minacce alla sicurezza dei lavoratori. Landini ha respinto l’interpretazione, sostenendo che proprio la Costituzione e la tutela dei connazionali arrestati in acque internazionali giustifichino la protesta, annunciando ricorso contro la delibera e le eventuali sanzioni.

Dal Mit è arrivata la precisazione che non sarà disposta alcuna precettazione: «In questa fase delicata, non servono prove di forza», hanno fatto sapere fonti vicine al ministro Salvini.