La premier Giorgia Meloni ha incontrato il presidente della Cina Xi Jinping, dopo il colloquio del giorno prima con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Nel corso dell’incontro si è rimarcata la volontà di rilanciare i rapporti con la Cina, a partire dall’export del made in Italy.

Inoltre è importante rafforzare i rapporti con gli Usa, alleato principale e strategico, oltre che disponibile a dare all’Europa più Gnl e a intervenire per ottenere prezzi scontati. Non c’è però stato l’atteso chiarimento con Emmanuel Macron dopo lo scontro frontale sui migranti, ma “non abbiamo bisogno di arrivare a Bali per questo”, ha detto Meloni in un rapido incontro con la stampa prima di incontrare Xi. Meloni ha poi sottolineata che l’Italia è stata “protagonista” del vertice e non solo per la “curiosità” e l’interesse suscitato dal fatto di essere l’unico Paese guidato da una donna. Ma anche perché il suo governo “solido e stabile” ha un’orizzonte “lungo” a cui guardare. L’Italia peraltro è pronta a coltivare non solo i rapporti storici e cruciali come quelli con gli Usa, ma di fatto si propone come un ponte verso quell’Asia che nei prossimi dieci anni farà il 30% del Pil e sarà il 60% del mercato e quindi non può essere ignorata. Una posizione accolta con un certo entusiasmo da Pechino. Da entrambe le parti il colloquio è definito “molto cordiale”. Entrambi i governi però si sono detti pronti a “promuovere gli interessi economici reciproci” a partire proprio dalle esportazioni italiane in Cina, come spiega Palazzo Chigi mentre da Pechino si dicono pronti a “importare beni italiani di alta qualità” oltre a dirsi disponibili a “rafforzare la collaborazione” in consessi multilaterali come il G20. Le basi per la cooperazione, ribatte Pechino sono “solide”. Per cominciare l’Italia sarà quindi ospite d’onore alla China International Consumer Goods Expo 2023. E Meloni presto volerà a Pechino dove Xi l’ha ufficialmente invitata.