Nel nuovo libro di Bruno Vespa Finimondo (Mondadori-Rai Libri), in uscita il 30 ottobre, la premier Giorgia Meloni torna sul tema dei profitti bancari e del contributo richiesto al settore per sostenere le fasce più deboli.
Meloni sottolinea che, dopo aver beneficiato di misure varate dal governo Conte — dai 200 miliardi garantiti dallo Stato per la rinegoziazione dei prestiti ai crediti del superbonus — le banche “possono ora restituire una parte dei vantaggi ottenuti”. “Se su 44 miliardi di profitti nel 2025 ce ne mettono a disposizione circa cinque per aiutare chi è in difficoltà, possiamo essere soddisfatti noi e anche loro”, afferma la premier.
La leader di Fratelli d’Italia precisa di non voler “tassare la ricchezza prodotta dalle aziende”, ma di chiedere “un contributo sulla rendita accumulata per condizioni di mercato che la politica del governo ha contribuito a creare”.
Sul tema è intervenuto anche il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha auspicato un coinvolgimento diretto degli istituti di credito nel Piano casa: “Chiederò che parte dei fondi arrivi dalle banche, che stanno facendo margini altissimi. Negli ultimi tre anni hanno realizzato 112 miliardi di utili, spesso coperti da garanzie dello Stato”. Salvini ha precisato che “non c’è accanimento contro le banche”, ma la necessità di riequilibrare le risorse.
Intanto, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha affrontato il tema degli affitti brevi, chiarendo che la misura inserita in manovra “non è una questione di vita o di morte”. L’obiettivo, ha spiegato, è “capire se lo Stato debba favorire le locazioni per abitazioni stabili o quelle turistiche”, aggiungendo che non vi è “nessuna intenzione punitiva verso i proprietari”.
Giorgetti ha inoltre ricordato che il Parlamento potrà migliorare la Legge di Bilancio: “Non ho la presunzione di fare tutto giusto, ma quando gestisco i soldi dei cittadini ho il dovere di essere concentrato”.










