A sorpresa, la premier Giorgia Meloni ha annunciato che la maggioranza presenterà in Parlamento una mozione per il riconoscimento dello Stato di Palestina, ma condizionato a due requisiti: la liberazione degli ostaggi da parte di Hamas e l’esclusione del movimento islamista da ogni ruolo di governo a Gaza.

La proposta arriva a margine dell’assemblea generale dell’Onu, dove la presidente del Consiglio ha condiviso alcune posizioni del presidente americano, dal Green Deal alla riforma degli organismi multilaterali. Meloni ha spiegato che un riconoscimento “in assenza di uno Stato sovrano non produce risultati concreti”, ma che può diventare “uno strumento di pressione politica, soprattutto nei confronti di Hamas”.

L’iniziativa mira anche a mettere in difficoltà le opposizioni, invitandole a un sostegno bipartisan. Ma le reazioni sono state immediate: per la segretaria del Pd Elly Schlein si tratta di “una presa in giro”, mentre il leader del M5s Giuseppe Conte ha definito la mossa “un misero espediente” che conferma “l’ipocrisia del governo”. Entrambi chiedono un riconoscimento pieno e immediato, come hanno già fatto oltre 150 Paesi, inclusi Francia e Spagna.

Dal governo, invece, arriva compatto il sostegno alla linea della premier: per i vicepremier Tajani e Salvini, un riconoscimento ora equivarrebbe a “un favore ai terroristi islamici”. Il sottosegretario Fazzolari parla di “atto di serietà” e auspica un voto unanime in Parlamento.

Lo scontro politico in Italia si inserisce in un contesto internazionale sempre più isolante per Roma, mentre crescono i riconoscimenti della Palestina all’Onu e si moltiplicano le pressioni di piazza a favore di Gaza.