Un Donald Trump combattivo ha preso la parola all’Assemblea Generale dell’Onu con un intervento fiume di quasi un’ora, segnato da attacchi contro l’Europa, le Nazioni Unite e le politiche ambientali internazionali.
Il tycoon ha accusato l’Europa di essere “imbarazzante” per la dipendenza dal petrolio russo e ha avvertito che rischia di “morire” se non cambierà rotta su immigrazione e transizione verde. Ha definito l’immigrazione di massa “un fallito esperimento di confini aperti”, citando dati sulle carceri europee e invitando i governi a seguire il modello restrittivo americano.
Durissimo anche il giudizio sull’Onu, definita “inutile” e incapace di fermare guerre e crisi migratorie, oltre che responsabile di alimentarle. Trump ha bollato l’accordo di Parigi sul clima come una “truffa” e ha ridicolizzato le politiche ambientali accusandole di “voler uccidere le mucche”.
Sul piano internazionale, l’ex presidente ha ribadito il no al riconoscimento della Palestina, che a suo avviso “premierebbe Hamas”, prendendo le distanze da alcuni alleati come Francia e Gran Bretagna. Ha inoltre criticato Cina e India, accusate di finanziare indirettamente la guerra russa, ma ha confermato il sostegno all’Ucraina, incontrando a margine Volodymyr Zelensky e definendolo “un coraggioso combattente”.
Tra battute e provocazioni, Trump ha anche ironizzato su disguidi tecnici – una scala mobile guasta e un teleprompter fuori uso – dichiarando di preferire “parlare dal cuore” ai leader mondiali presenti.










