Un’inchiesta della Procura di Milano sta scuotendo i vertici dell’amministrazione comunale. Sono 74 gli indagati nell’indagine su una presunta “degenerazione della gestione urbanistica”, che avrebbe visto gli uffici comunali agire non per l’interesse pubblico ma a beneficio di una ristretta élite.
Tra i principali coinvolti spiccano nomi di peso: l’assessore alla Rigenerazione Urbana Giancarlo Tancredi (per il quale è stata chiesta la misura dei domiciliari), il sindaco Giuseppe Sala, atteso in aula lunedì, e l’ex presidente della Commissione per il Paesaggio Giuseppe Marinoni, per cui è stata richiesta la custodia cautelare in carcere insieme al suo vice Alessandro Scandurra.
L’indagine, che include più filoni tra cui quello legato all’architetto Giovanni Oggioni, è ancora in espansione. Le perquisizioni hanno portato al sequestro di dispositivi elettronici, documenti e corrispondenze che potrebbero far emergere nuovi elementi. Coinvolti anche diversi imprenditori di spicco: Manfredi Catella (presidente di Coima), Federico Pella (manager della società J+S), e Andrea Bezziccheri (fondatore di Bluestone), a cui sono stati trovati 120 mila euro in contanti. Per Pella e Bezziccheri è stata chiesta la custodia cautelare in carcere.
Secondo gli inquirenti, al centro dell’indagine ci sarebbe un “piano ombra” per la gestione del territorio, elaborato da Marinoni e patrocinato gratuitamente dal Comune su proposta del sindaco e dell’assessore. Tale piano, chiamato “Nodi e Porte Metropolitane Milano 2050”, sarebbe stato uno strumento per aggirare le procedure pubbliche e facilitare operazioni immobiliari su larga scala, sfruttando in modo improprio il Partenariato Pubblico-Privato.
Il sindaco Sala è coinvolto anche per il suo ruolo nella vicenda del “Pirellino” e nella promozione del progetto della “Torre Botanica” dell’architetto Stefano Boeri, anch’egli tra gli indagati. La Procura contesta una rete di pressioni e influenze che avrebbe compromesso l’indipendenza decisionale della Commissione per il Paesaggio.
Le accuse principali sono di falso, abuso d’ufficio e induzione indebita. Il giudice per le indagini preliminari si esprimerà il 23 luglio sulla richiesta di misure cautelari.
La premier Giorgia Meloni, commentando l’inchiesta, ha ribadito la fiducia nel lavoro della magistratura e dichiarato che un avviso di garanzia non impone automaticamente le dimissioni: “Spetta al sindaco valutare se ha ancora la capacità di governare al meglio”. Nel frattempo, il centrodestra attacca, mentre il PD invita Sala ad andare avanti, pur chiedendo una svolta nella gestione amministrativa.










