moda-designerEmergere nel mondo della moda non è semplice. Spesso ci si imbatte in difficoltà delle quali è difficile liberarsi, anche a livello burocratico. Esistono però realtà come 5Way che aiutano proprio i designer emergenti a farsi conoscere grazie ai loro servizi impeccabili e professionali, capaci di far emergere le potenzialità.

5Way è un pop up concept store che dà ai designer emergenti gli strumenti giusti per emergere. Un esempio? 5Way offre la possibilità di creare relazioni tra i nuovi talenti del design ed i potenziali clienti. Altro settore dove si punta forte è quello fotografico. L’obiettivo è di raccontare la storia del proprio brand dando forma e colore al proprio marchio ed ispirando così i potenziali clienti.

Tutti conoscono poi l’importanza di affidarsi al made in Italy per avere successo in un mondo tanto difficile come quello della moda. Secondo alcune ricerche di mercato, l’espressione Made in Italy è nota nel mondo quasi allo stesso livello di due Marchi commerciali universalmente famosi come Coca-Cola e Visa.

In Italia abbiamo le maestranze artigiane invidiate in tutto il mondo, con radici profonde che risalgono all’anno mille quando le città del nord e del centro fondarono i Comuni, rendendosi autonome dal potere dell’imperatore. Gli artigiani si riunirono in corporazioni che erano associazioni per tutelare i loro interessi e per partecipare alla vita politica comunale. Da allora la Bottega Artigiana italiana si è caratterizzata per un patrimonio di conoscenze manuali tramandate di generazione in generazione.

Non a caso anche i dati parlano chiaro riguardanti le esportazioni estere del made in Italy. Nello scorso anno sono stati generati ben 448 milioni di euro. Questo ha portato l’Italia ha posizionarsi al terzo posto nella classifica degli esportatori mondiali in termini di crescita di export.

Il tema della sostenibilità

Per avere successo nel mondo della moda occorre seguire i trend. E non c’è trend più forte di quello riguardante il tema della sostenibilità. Da qualche anno il settore si sta interrogando su come introdurre politiche green e filiere controllate per ridurre l’impatto, investendo nella ricerca su materiali, lavorazioni, finissaggi, impianti, smaltimento dei rifiuti, riciclo e riuso.


Per questo motivo si stanno studiando nuovi materiali derivati da scarti vegetali come ananas e arance, sono nate collezioni realizzate con tessuti ecologici, spesso recuperati dalla tradizione, derivati da fibre di ortica, ginestra, canapa, bamboo e molte altre. Si sta diffondendo inoltre l’utilizzo di tessuti derivati dal riciclo di materiali particolarmente inquinanti come la plastica.


Un impulso importante a questo tema è stato dato dalla campagna Detox di Greenpeace che dal 2011 ha chiesto alle aziende di moda in tutto il mondo di eliminare entro il 2020 le sostanze chimiche nocive dalla catena di produzione. Questa campagna cui hanno aderito ad oggi 80 grandi aziende è stata particolarmente efficace in quanto in parallelo alla sensibilizzazione delle aziende c’è stato anche un forte coinvolgimento dell’opinione pubblica e della stampa attraverso azioni spesso spettacolari.