Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha parlato per la quarta volta al Congresso degli Stati Uniti, un evento segnato da lunghi applausi, fischi e proteste. Netanyahu ha ribadito la necessità di una vittoria totale contro Hamas, descrivendo il conflitto come una lotta tra civiltà e barbarie.
Durante il discorso, il premier israeliano ha sottolineato l’importanza dell’alleanza tra USA e Israele per contrastare Hamas e altri gruppi filo-iraniani come Hezbollah e Houthi, chiedendo ulteriori aiuti militari dagli Stati Uniti. Ha anche espresso gratitudine al presidente Joe Biden per il suo supporto e ha assicurato l’impegno a completare l’accordo sul cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi.
L’intervento di Netanyahu ha visto un Congresso diviso: numerosi democratici hanno boicottato l’evento in segno di protesta contro i bombardamenti a Gaza, mentre migliaia di manifestanti filo-palestinesi hanno protestato fuori dal Capitol. Kamala Harris, vice presidente degli Stati Uniti, ha scelto di non presiedere il Parlamento durante il discorso, una mossa interpretata come un segnale di distanza dalla gestione del conflitto da parte di Netanyahu.
Il discorso ha suscitato critiche da parte di vari esponenti democratici, tra cui Bernie Sanders, che ha definito Netanyahu e Yahya Sinwar, leader di Hamas, criminali di guerra. Anche l’ex speaker della Camera Nancy Pelosi e altre figure di rilievo hanno disertato l’evento.
Netanyahu proseguirà il suo tour negli Stati Uniti con incontri separati con Biden, Harris e l’ex presidente Donald Trump a Mar-a-Lago, dove troverà un ambiente più favorevole.










