L’incontro tra il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu e il segretario di Stato americano Anthony Blinken, tenutosi oggi a Gerusalemme, ha avuto come tema centrale la minaccia iraniana e la necessità di unire le forze contro il “terrorismo” legato a Teheran. L’incontro, durato due ore e mezza, è stato in parte dedicato alla discussione privata tra i due leader, seguita poi da una riunione con funzionari di entrambi i Paesi.

Uno dei principali punti affrontati è stato l’attacco con drone di Hezbollah alla residenza di Netanyahu, avvenuto pochi giorni fa e rivendicato dal gruppo sciita libanese. Blinken ha espresso shock per l’azione, che sarebbe stata orchestrata dall’Iran tramite Hezbollah. Da parte sua, Netanyahu ha sottolineato l’importanza di contrastare l’influenza iraniana e ha discusso della necessità di eliminare figure chiave del terrorismo, come Yahya Sinwar, leader di Hamas.

Durante la visita, Blinken ha anche discusso il futuro della Striscia di Gaza e la gestione della regione dopo il conflitto in corso. La sua missione prevede inoltre visite a diversi Paesi arabi, tra cui Giordania, Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, per assicurare il sostegno logistico e diplomatico nella regione in vista di una possibile rappresaglia israeliana contro l’Iran.

Nel frattempo, l’Iran sta cercando di rafforzare i propri legami diplomatici nella regione, con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in visita nei Paesi del Golfo per prevenire l’uso dei loro territori in eventuali attacchi israeliani. Parallelamente, l’inviato di Biden, Amos Hochstein, ha presentato una proposta di cessate il fuoco in Libano, che prevede il rafforzamento dell’Unifil e la limitazione della presenza armata di Hezbollah nelle aree vicine al confine con Israele.