VITERBO – Egisto Bianconi, dopo un anno alla guida della sanità viterbese come commissario, fa il punto della situazione e guarda al futuro con ottimismo.
Il primo anno è stato caratterizzato da un’analisi delle criticità e dei punti di forza dell’azienda sanitaria. Tra le criticità, la carenza di personale e le strutture inadeguate, mentre tra i punti di forza spiccano le professionalità di alta qualità e la collaborazione proficua con enti locali e istituzioni.

Bianconi ha lavorato intensamente per avviare numerosi cantieri in tutta la provincia, tra cui Montefiascone, Ronciglione, Bolsena, Tarquinia, Civita Castellana e Soriano, con particolare attenzione all’ospedale di Belcolle, cuore del sistema sanitario locale. Si prevede l’apertura della nuova ala prima dell’estate, con l’ottimizzazione dei percorsi e l’introduzione di tecnologie avanzate per migliorare l’offerta ai cittadini.
Il potenziamento del pronto soccorso è una priorità, con progetti già approvati e lavori in corso per ampliare le aree e migliorare i servizi entro la fine dell’anno, come previsto dalla programmazione regionale.
La provincia di Viterbo si prepara anche ad affrontare sfide come il reperimento di personale qualificato, un problema diffuso nel settore pubblico sanitario. Nonostante le autorizzazioni per nuove assunzioni, la scarsa aderenza ai concorsi rappresenta una sfida da affrontare.
Un’altra questione critica è rappresentata dalla migrazione dei pazienti verso altre strutture sanitarie, spesso percepiti come migliori. Per contrastare questo fenomeno, l’obiettivo è trasformare l’ospedale di Belcolle in un centro altamente specializzato, in grado di attrarre pazienti non solo dalla provincia ma anche dai territori limitrofi.
Per consolidare la reputazione dell’azienda sanitaria viterbese e competere con le realtà più blasonate, Bianconi auspica l’istituzione di una facoltà di medicina nell’area, che potrebbe attrarre professionalità qualificate e risolvere il problema delle assunzioni.
Bianconi ha già avuto contatti con l’Università della Tuscia (Unitus) per discutere questa possibilità, che potrebbe rappresentare un passo significativo per il territorio sia a livello sanitario che didattico.