Un’altra notte di guerra in Ucraina ha lasciato dietro di sé tre morti e decine di feriti, con oltre 40 missili e 580 droni lanciati da Mosca contro diverse regioni, tra cui Kiev, Odessa e Mykolaiv. Gli attacchi hanno colpito ancora una volta infrastrutture energetiche e civili, in quella che Volodymyr Zelensky ha definito “una strategia deliberata di terrore”.

L’offensiva russa ha fatto salire la tensione anche oltreconfine: jet della Nato sono decollati in Polonia in massima allerta, mentre l’alleanza ha accusato Mosca di aver violato lo spazio aereo estone, provocazione che il Cremlino nega.

Secondo fonti citate da Bloomberg, Vladimir Putin ritiene che l’escalation militare sia il modo per forzare l’Ucraina a negoziare alle condizioni russe, approfittando delle esitazioni di Donald Trump. L’ex presidente USA, pur minacciando nuove sanzioni, chiede che l’Europa agisca per prima bloccando l’acquisto di petrolio e gas russi.

Zelensky, che la prossima settimana incontrerà Trump a New York, insiste invece sulla necessità di un’azione rapida e coordinata, accusando i ritardi occidentali di “rallentare la pressione su Putin”. Nel frattempo, Kiev ha risposto agli attacchi bombardando due raffinerie russe nelle regioni di Saratov e Samara.