VITERBO- La tragica vicenda dell’omicidio di Alessandro Salvaggio, strangolato dal compagno di cella, ha raggiunto il Parlamento italiano, suscitando un’interrogazione al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio. I deputati del Partito Democratico (Pd) hanno posto domande non solo sulla dinamica del crimine, ma anche sulle condizioni di detenzione e sul lavoro degli agenti penitenziari.

Alessandro Salvaggio, 49 anni, è diventato la 152esima vittima nelle carceri italiane nel 2023, un dato preoccupante che include anche 67 suicidi. Michela Di Biase, tra i deputati del Pd, ha sollevato l’urgenza di affrontare le cause di questi tragici eventi, evidenziando problemi come sovraffollamento, carenza di personale penitenziario e di supporto medico e psicologico.

Il delitto ha riacceso i riflettori sul carcere di Mammagialla, poiché il sindacato di polizia penitenziaria Uspp aveva già segnalato gravi problemi di sicurezza e la carenza di personale nei giorni precedenti all’omicidio. La denuncia del segretario regionale, Daniele Nicastrini, risale al 13 dicembre, mettendo in evidenza le sfide legate al numero esiguo di personale, specialmente nei turni serali e notturni.

La situazione di Mammagialla era già stata portata all’attenzione pubblica il 23 settembre dal garante dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasia, che aveva definito “preoccupante” il tasso di sovraffollamento, superiore al 141% della capienza regolamentare. La percentuale salirebbe al 154% se si considerano i posti effettivamente disponibili.

L’interrogazione urgente al Ministro della Giustizia mira a sollecitare azioni immediate per affrontare le criticità nei sistemi carcerari e migliorare le condizioni di detenzione, promuovendo una risposta efficace alle problematiche sollevate dal recente omicidio.