Si apre un’intensa fase di mobilitazione per le opposizioni, che per dieci giorni animeranno piazze, teatri e dibattiti con manifestazioni mirate contro le politiche del governo Meloni. Al centro delle proteste ci sono il decreto sicurezza, la guerra a Gaza, le condizioni del lavoro e la cittadinanza agli stranieri. Tutti temi che convergono nei cinque referendum in programma l’8 e 9 giugno.
La prima grande manifestazione si terrà a Roma, con il corteo nazionale promosso dalla rete “A pieno regime” contro il nuovo dl sicurezza, approvato alla Camera tra forti critiche. Sono attesi centinaia di autobus da tutta Italia. Tra le forze politiche presenti ci saranno il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), con esponenti come Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni.
Parallelamente, i promotori dei cinque referendum si preparano al voto con la speranza di raggiungere il difficile quorum. I temi vanno dal lavoro alla cittadinanza. Riccardo Magi, presidente del comitato referendario e leader di +Europa, accusa la premier Meloni di “omertà elettorale”, lamentando la sua assenza dal dibattito. La Caritas Italiana ha preso posizione a favore del quesito sulla cittadinanza, definendolo un riconoscimento della dignità di chi contribuisce al benessere della collettività.
Anche la CGIL, tramite il segretario Maurizio Landini, rilancia i temi del lavoro: “Con questi referendum possiamo cancellare leggi sbagliate e ridare centralità ai diritti”. Dal PD, Arturo Scotto sottolinea: “Chi viene licenziato ingiustamente deve essere reintegrato. I diritti non si monetizzano”.
Il 6 e 7 giugno si terranno due eventi dedicati al conflitto a Gaza. Il primo, promosso da Italia Viva e Azione, si svolgerà in un teatro milanese; il secondo sarà un corteo a Roma organizzato da PD, AVS e M5S, con arrivo in piazza San Giovanni. Nicola Fratoianni parla di “una risposta di popolo contro l’ignavia del governo e per fermare il massacro compiuto dal governo criminale di Netanyahu”.
Non mancano le tensioni: Carlo Calenda accusa AVS di non condannare chiaramente Hamas e l’antisemitismo. Bonelli risponde con fermezza: “Nella nostra mozione ci sono la condanna di Hamas e dell’attacco del 7 ottobre. È vergognoso accusarci di ambiguità”.
Le opposizioni cercano così di costruire un fronte compatto e mobilitato, in vista di un banco di prova importante con i referendum di giugno. Al centro della battaglia non solo i temi legislativi, ma anche una visione alternativa su diritti, pace e giustizia sociale.










