La Cassazione ha emesso un’ordinanza interlocutoria sulla questione dei cosiddetti “Paesi sicuri”, rinviando la decisione definitiva alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE). La Suprema Corte ha sospeso i provvedimenti legati al trattenimento di migranti in Albania, in attesa di una maggiore chiarezza normativa dall’organo europeo.
I giudici della prima sezione civile hanno chiarito che la designazione di un paese come sicuro è una prerogativa esclusiva del Ministro degli Esteri e degli altri Ministri coinvolti, sottolineando che il giudice della convalida non può sostituirsi a questa valutazione. Tuttavia, il giudice è tenuto a verificare la legittimità della designazione e a garantire che il trattenimento non violi il diritto fondamentale alla libertà personale.
Secondo la Cassazione, la procedura accelerata per i migranti non è applicabile quando ci sono gravi motivi per ritenere che un paese non sia sicuro per il richiedente. Tuttavia, queste eccezioni non possono essere ammesse senza limiti.
L’ordinanza richiama una pronuncia della CGUE del 4 ottobre 2024, che distingue tra insicurezza territoriale (conflitti o violenze indiscriminate) e insicurezza personale (riguardante specifiche categorie di persone). Secondo i giudici, un paese può essere considerato sicuro anche se presenta rischi per determinate categorie di persone, purché non vi siano conflitti generalizzati.
La decisione della Cassazione ha suscitato ampio dibattito:
Fratelli d’Italia ha difeso il modello migratorio del governo, con Lucio Malan e Alberto Balboni che hanno sottolineato la legittimità delle politiche sui Paesi sicuri.
Opposizione: Angelo Bonelli (Alleanza Verdi-Sinistra) ha ribadito la necessità di affrontare la questione a livello europeo. Antonio Nicita (PD) ha accusato il governo di cattiva legislazione e di non comprendere appieno le sentenze giudiziarie.
La Corte di Giustizia UE dovrà pronunciarsi nei prossimi mesi per fornire un quadro definitivo sulla questione. Nel frattempo, resta sospeso il trattenimento dei migranti in Albania, mentre il dibattito politico e giuridico continua ad animare il tema cruciale della gestione dei flussi migratori.










