Le condizioni di salute di Papa Francesco stanno lentamente migliorando, come dimostrato dalla sua inaspettata partecipazione al Giubileo dei malati in Piazza San Pietro. Tuttavia, l’infezione polmonare persiste, costringendolo a un periodo di convalescenza fatto di terapie e fisioterapia, sia motoria che respiratoria.
Nonostante le cure, il Pontefice sta riprendendo gradualmente le sue attività quotidiane, inclusi incontri ufficiali, come quello recente con il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano e suo stretto collaboratore.
Verso la Settimana Santa: possibile presenza del Papa
La partecipazione del Papa ai riti della Settimana Santa, che inizierà il 13 aprile con la Domenica delle Palme, è ancora incerta. La Sala Stampa Vaticana precisa che si valuterà evento per evento, in base alle condizioni fisiche del Pontefice e ad altri fattori, come le condizioni meteo e l’impegno richiesto dal singolo rito.
Il calendario liturgico include:
Giovedì Santo: prevista la messa del Crisma, ma non quella in Coena Domini.
Venerdì Santo: Passione del Signore e Via Crucis al Colosseo.
Sabato Santo: messa della Veglia pasquale.
Domenica di Pasqua (20 aprile): messa e benedizione Urbi et Orbi.
Nel frattempo, si attendono indicazioni sui cardinali che potrebbero sostituirlo nelle celebrazioni principali.
Il 27 aprile è prevista la canonizzazione di Carlo Acutis durante il Giubileo degli adolescenti. La presenza del Papa resta incerta ma auspicata. In caso di assenza, si ipotizza un videocollegamento o un atto scritto per garantire la validità del rito, come spiegato dal cardinale Marcello Semeraro, Prefetto delle Cause dei Santi.
Segnali di ripresa anche sul fronte della vicinanza pastorale: Papa Francesco ha ripreso a telefonare alla parrocchia cattolica di Gaza. Padre Gabriel Romanelli ha raccontato di una telefonata calorosa e incoraggiante, in cui il Papa ha inviato benedizioni e parole di speranza alla comunità colpita dal conflitto.
Un gesto semplice ma profondamente simbolico, che conferma la volontà del Pontefice di rimanere vicino ai fedeli, anche in un momento di fragilità fisica.










