Nel corso di un’udienza concessa ai Fratelli delle Scuole Cristiane, Papa Leone XIV ha affrontato con lucidità le sfide attuali che riguardano l’educazione dei giovani, sottolineando come anche oggi – seppur in forme nuove – persistano ostacoli significativi alla loro crescita armoniosa.
Il Pontefice ha messo in luce i rischi derivanti da modelli relazionali sempre più improntati alla superficialità, all’individualismo e all’instabilità affettiva, aggravati da un relativismo diffuso e da stili di vita frenetici che lasciano poco spazio ad ascolto, riflessione e dialogo. Tutto ciò, ha detto, contribuisce ad aumentare la solitudine tra i giovani, anche nei contesti educativi e familiari. Pur riconoscendo nei giovani un “vulcano di vita, di energie, di sentimenti e di idee”, il Papa ha ricordato che essi hanno bisogno di guida e sostegno per coltivare in modo armonioso le proprie potenzialità. Come nel XVII secolo l’uso del latino rappresentava un ostacolo alla comunicazione, oggi i giovani devono affrontare nuove barriere culturali e sociali.
Il Santo Padre ha invitato il mondo della scuola e dell’educazione a sperimentare nuovi linguaggi, capaci di “toccare il cuore degli allievi”, proprio come fece San Giovanni Battista de La Salle, fondatore dei lasalliani. Ha definito queste sfide non solo impegnative ma anche opportunità per innovare, trovare strumenti più efficaci e incoraggiare i giovani a dare il meglio di sé, seguendo i disegni di Dio.
Infine, Papa Leone XIV ha elogiato la rete lasalliana per la cura posta nella formazione dei docenti e nella creazione di vere comunità educanti, dove l’impegno didattico è condiviso e arricchito dal contributo di tutti. Un modello, ha sottolineato, da seguire e valorizzare per affrontare con successo le sfide educative contemporanee.










