Dal 26 gennaio inizieranno i primi pagamenti dell’Assegno di Inclusione (AdI), la nuova misura introdotta dall’1 gennaio 2024 che sostituisce il Reddito di Cittadinanza. L’AdI è destinato a nuclei familiari con almeno un componente minore, disabile o over-60. La commissaria straordinaria dell’Inps, Micaela Gelera, ha commentato le critiche, sottolineando che una valutazione seria richiede tempo e che ogni caso strumentalizzato crea confusione.

Finora, oltre 563.000 domande sono state presentate, e l’88% proviene dai precedenti percettori del Reddito di Cittadinanza. Il primo blocco di circa 450.000 domande, presentate tra il 18 dicembre e il 7 gennaio, vedrà i pagamenti partire dal 26 gennaio. La platea potenziale dell’AdI è di 737.000 nuclei, con un importo medio stimato di 635 euro.

L’AdI sarà pagato tramite la Carta di Inclusione e potrà essere erogato per 18 mesi, rinnovabile dopo un mese di stop per ulteriori 12 mesi. Il calendario prevede il primo pagamento il 26 gennaio per le domande presentate dall’8 gennaio al 31 gennaio, mentre a regime tutti i pagamenti saranno effettuati il 27 di ogni mese.

La maggior parte delle richieste proviene dalla Campania (26,7%) e dalla Sicilia (21,8%), seguite da Puglia, Lazio, Calabria e Lombardia. L’AdI mira a essere un sostegno economico e di inclusione sociale e lavorativa, ma l’opposizione, in particolare il M5S, sostiene che la nuova misura riduca la platea dei beneficiari rispetto al Reddito di Cittadinanza. Sono stanziati circa 5,5 miliardi per l’AdI nel 2024 e 1,5 miliardi per il Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl). Micaela Gelera sottolinea che l’approccio dell’AdI è orientato verso la costruzione di una prospettiva di inclusione più solida, considerando le criticità e le potenzialità individuali.