Ennesima presa in giro per l’opinione pubblica, per gli utenti. Non se ne esce. I nuovi nosocomi quasi certamente non saranno realizzati con l’apporto dei privati. Il presidente Cirio gira al largo,l’opposizione graffia poco (l’assessore alla sanità e il suo predecessore giocano la loro partita. E intanto per controllare gli ospedali esistenti nasce un super gruppo di lavoro affidato a un fedelissimo di Riboldi. Aspettiamo il prossimo atto, la nomina dei nuovi Dg
Di Paolo Rizzo
Lo chiamano già il gioco dell’oca degli ospedali-chimera del Piemonte. Non se ne esce. Promesse, progetti, incarichi, spese di ogni tipo, promozioni di dirigenti. Un gran polverone. E siamo tornati praticamente al via. Con la prospettiva peggiore, e cioè che i nuovi ospedali del Santa Croce di Cuneo e quello dei Ss. Antonio, Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria non siano più realizzati con l’apporto dei privati. Un problema di costi, di progetti, di interessi che non si incrociano, di cordate che non reggono. Insomma un problema di politica e di potere? Pare proprio di sì. Il presidente Cirio gira al largo,l’opposizione graffia poco (aspetta di entrare nel gioco o di trarre qualche beneficio dalla situazione), l’assessore alla sanità e il suo predecessore (Riboldi e Icardi) giocano la loro partita. Appartengono alla stessa maggioranza, ma la partnership finisce nel cartello, nella vita reale il problema è di piazzare un direttore generale in più nella imminente operazione di spoil system.
Al di là dei nuovi ipotetici ospedali, ci sono quelli già esistenti da considerare, da amministrare, da gestire. Una grossa gatta da pelare, un sistema da tenere in piedi e da far funzionare dignitosamente. Ecco che l’assessore Riboldi si inventa un gruppo di lavoro “a supporto della direzione Sanità per l’analisi della rete clinico-assistenziale ospedaliera e della formulazione di proposte di miglioramento coerenti con i bisogni di salute e con la normativa nazionale e regionale attualmente vigente” . E ne affida il coordinamento a Filippo Nardi, il primario di cardiologia di Casale Monferrato. Un compito importante e prestigioso. Riboldi è stato sindaco di Casale, Nardi è il suo super consulente. Nella determina con cui si costituisce questa unità a supporto della direzione Sanità, sono dettagliati i compiti, tra cui i principali sono quelli di analizzare l’attuale assetto della rete ospedaliera e la sua articolazione, la valutazione dei percorsi di salute e diagnostici-terapeutici, la valutazione dell’appropriatezza clinica e organizzativa e, ancora, la valutazione del livello di integrazione tra ospedale e territorio. C’è chi non vede chiaro in questa operazione e probabilmente ha ragione. Uno strumento di controllo e di potere, che poi serva anche a migliorare la salute dei cittadini è tutto da dimostrare
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