Dopo due anni di silenzio, Vladimir Putin e Olaf Scholz hanno ripreso il dialogo con una telefonata caratterizzata da toni duri e posizioni inconciliabili. L’incontro telefonico, avvenuto dopo settimane di speculazioni, sembra essere stato accelerato anche dalla recente vittoria elettorale di Donald Trump, che ha promesso di impegnarsi per risolvere il conflitto tra Russia e Ucraina.

Secondo le dichiarazioni ufficiali di Mosca e Berlino, il colloquio è stato “franco”, termine diplomatico che suggerisce discussioni tese. Scholz ha chiesto alla Russia di ritirare le truppe dall’Ucraina e di negoziare per una “pace giusta e duratura”, ribadendo l’impegno della Germania nel sostenere Kiev. Putin, tuttavia, ha insistito che qualsiasi accordo debba tenere conto delle “nuove realtà territoriali”, facendo riferimento alle regioni ucraine occupate da Mosca, e ha preteso il ritiro delle forze ucraine da tali territori e la garanzia che Kiev non entrerà nella NATO.
La ripresa del dialogo ha allarmato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che teme che queste iniziative possano ridurre l’isolamento di Putin e, di conseguenza, prolungare la guerra. Kiev ha ribadito che contro Mosca sono necessarie “azioni concrete e forti”, non tentativi di negoziazione che il Cremlino potrebbe interpretare come segni di debolezza.
Nel frattempo, Donald Trump ha dichiarato che la sua amministrazione lavorerà duramente per porre fine al conflitto. Zelensky, intervistato dai media ucraini, si è mostrato fiducioso, affermando che con Trump alla guida degli Stati Uniti la guerra potrebbe finire prima, pur senza fornire dettagli precisi.
Mentre i leader discutono, la guerra continua a mietere vittime. Nella notte, un attacco russo ha colpito Odessa, causando la morte di una donna e il ferimento di dieci persone. Nel frattempo, le forze russe hanno dichiarato di aver conquistato Stepanovka, un villaggio nella regione di Donetsk.
Nonostante la ripresa dei contatti tra Putin e Scholz, le posizioni restano distanti e non si intravedono soluzioni imminenti. Mentre i combattimenti proseguono, il ruolo degli attori internazionali, inclusi Stati Uniti e Unione Europea, sarà cruciale per definire i prossimi sviluppi del conflitto.