E’ stato revocato lo sciopero dei benzinai: dopo le prime 24 ore anche per i gestori di Fegica e di Figisc-Anisa Confcommercio. I sindacati spiegano che la revoca non è stata scelta perché le risposte ottenute al quarto incontro, convocato in tarda mattinata al ministero delle Imprese per chiarimenti tecnici, sono state soddisfacenti, ma è stato fatto “per gli automobilisti, non certo per il governo”, sostenendo che “uno degli obiettivi fondamentali, vale a dire ristabilire la verità dopo le accuse false e scomposte verso una categoria di lavoratori, è stato abbondantemente raggiunto.

La chiusura dei distributori, secondo i dati diffusi dalle tre organizzazioni – anche la Faib Confesercenti – ha visto un’adesione dell’80-90% al netto delle precettazioni, dei gestori diretti e qualche pompa bianca, pari a 12-13mila impianti sui 22mila totali. Un’adesione ritenuta alta “nonostante una forte attività delle prefetture per precettare – ha spiegato il presidente della Figisc Confcommercio Bruno Bearzi – Un accanimento che non ho mai visto in 30 anni che faccio sindacato”. Sulla revoca dello sciopero, il ministro in serata ha detto di essere soddisfatto che “è stato apprezzato l’impegno continuo del Governo a migliorare il testo del decreto legge che mantiene fisso il principio della trasparenza a beneficio sia dei consumatori che degli stessi gestori. Soprattutto è stata riconosciuta l’importanza dell’insediamento di un tavolo permanente per il riordino complessivo del settore”.  L’incontro “ha confermato il persistere di molte criticità” hanno precisato Fegica e Figisc Confcommercio (ciascuna dice di avere intorno agli 8-9mila iscritti). “Insistere nell’azione di sciopero per ottenere ascolto dal Governo non ha più alcuna ragione di essere”.  Ma “la mobilitazione rimane in piedi” ha avvertito il presidente di Fegica, Roberto Di Vincenzo, annunciando che si attende “l’esito del tavolo dell’8 febbraio” sulla riforma del settore a cui i gestori hanno chiesto di includere anche i punti contestati del decreto Trasparenza e oggetto della vertenza ovvero l’esposizione del cartellone con il prezzo medio regionale dei carburanti e le sanzioni in caso di inadempienza.