Nel mese di novembre, oltre 6 milioni di consumatori italiani beneficiario del mercato tutelato del gas vedranno una leggera riduzione nella bolletta, secondo quanto stabilito dall’Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera). Questo calo dell’1,3% per le famiglie in regime di tutela è attribuibile alla diminuzione dei costi della materia prima.

Tuttavia, nonostante questa riduzione, le associazioni dei consumatori considerano la misura “insufficiente”, specialmente dopo l’aumento dei prezzi registrato a ottobre. Il Codacons stima che, rispetto al 2020, le famiglie paghino ora 527 euro in più all’anno, con un rincaro del 56%.

Il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi, sottolinea l’importanza di guidare le famiglie in modo trasparente verso il mercato libero e garantire la libertà di scelta, mentre si esprime preoccupazione per i call center truffaldini.

Nonostante le critiche, sembra difficile tornare sui piani di abbandonare il mercato tutelato, come sancito nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e collegato al pagamento della terza rata, già incassata dall’Italia.

Il mercato tutelato del gas è destinato a terminare il 10 gennaio 2024, seguito dall’elettricità il primo aprile. Circa il 30% dei clienti domestici del gas (6,1 milioni) e 8,7 milioni di quelli dell’elettricità dovrebbero passare al mercato libero, ad eccezione di 4,5-5 milioni considerati “fragili”, che manterranno le tariffe fissate dall’Arera.

Infine, il trimestre anti-inflazione, un’iniziativa governativa per contenere i prezzi e stimolare i consumi, sta per concludersi a dicembre. Il Ministro delle Imprese, Adolfo Urso, sostiene che l’obiettivo di contenere l’aumento dei prezzi è stato raggiunto, ma la decisione sulla proroga dell’iniziativa è oggetto di discussione tra le associazioni coinvolte.