Mentre si attende la decisione del tribunale sulla conferma del carcere per Jacques Moretti e sugli arresti domiciliari richiesti dalla procura per la moglie Jessica, emergono nuovi elementi sul passato dei titolari di Le Constellation, il locale di Crans-Montana dove la notte di Capodanno un incendio ha causato la morte di 40 persone e il ferimento di altre 116.
Dagli atti dell’inchiesta risulta che nel Cantone Vallese erano già state aperte due indagini nei confronti dei gestori. La prima, di natura penale, risale al 2020 e riguardava l’utilizzo di fondi Covid; la seconda, avviata nel 2022, era stata condotta dall’ispettorato del lavoro per presunte irregolarità nelle condizioni di impiego dei dipendenti. Entrambe non avevano portato a conseguenze immediate sulla gestione del locale.
Moretti e la moglie sono attualmente accusati di omicidio per negligenza, lesioni e incendio. La decisione sulle misure cautelari è attesa per lunedì, giorno in cui l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, si recherà in procura a Sion.
Nel corso delle audizioni preliminari, Moretti ha ammesso che la porta di sicurezza del locale era chiusa. Ha riferito di averla trovata bloccata dall’interno con un lucchetto quando, avvisato dell’incendio, è arrivato sul posto. Una circostanza che trova riscontro nelle testimonianze raccolte dagli inquirenti: almeno una dozzina di persone presenti, in particolare nel seminterrato, hanno denunciato l’assenza di vie di fuga e di segnalazioni di sicurezza.
Tra i testimoni figura anche una ex dipendente, rimasta nel locale per salutare un’amica cameriera poi deceduta, che ha riferito di non aver visto alcun dispositivo antincendio. Un minorenne ha raccontato di essere rimasto sorpreso dalla mancanza di uscite di sicurezza dopo essere sceso al piano inferiore.
Interrogato venerdì, Moretti non ha escluso che l’incendio possa essere stato innescato dai bengala utilizzati sulle bottiglie di champagne durante i festeggiamenti di Capodanno, pur sostenendo che tali pratiche fossero in uso da anni senza precedenti incidenti. La moglie ha confermato che le candele scintillanti venivano sistematicamente aggiunte al servizio delle bottiglie.
Un altro punto chiave riguarda i lavori di ristrutturazione del 2015: Moretti ha ammesso di aver acquistato personalmente il materiale isolante e di averlo installato durante i lavori. Da allora, secondo quanto emerso, le autorità sarebbero intervenute solo due volte per controlli.
Sul fronte dei precedenti, i media svizzeri hanno ricordato che nel 2020 era stata aperta un’inchiesta sull’utilizzo di 75.500 euro di fondi Covid, poi archiviata, e che nel 2022 l’ispettorato del lavoro era intervenuto dopo segnalazioni su orari irregolari e lavoro notturno non retribuito. Inoltre, Moretti risulta avere una condanna risalente al 2008 in Francia per induzione aggravata alla prostituzione, circostanza che, secondo la normativa vallese, potrebbe rappresentare un ostacolo alla gestione di locali pubblici. Tuttavia, i permessi sarebbero stati concessi sulla base del solo casellario giudiziale svizzero.
A sollevare ulteriori interrogativi è anche un’altra inchiesta su un incendio avvenuto nel 2022 in un edificio vicino, causato da una sauna difettosa. In quel caso, il responsabile antincendio del comune di Lens ha ammesso di non aver effettuato i controlli per carenza di risorse, privilegiando scuole e alberghi.
Un quadro complesso che riaccende il dibattito sull’efficacia dei controlli di sicurezza e sulle responsabilità istituzionali, mentre la magistratura prosegue nel tentativo di fare piena luce su una delle tragedie più gravi degli ultimi anni in Svizzera.










