ROMA “A seguito della Conferenza Permanente dei rapporti Stato-Regioni del 2013, la Regione Lazio, con una deliberazione del 2016, ha recepito quanto stabilito dalla stessa relativamente alla costituzione di una Commissione con il compito di identificare i criteri e le modalità per la formazione dei medici che volessero esercitare la professione utilizzando anche le medicine non convenzionali e complementari – afferma il consigliere Francesca De Vito in una nota -.

A distanza di quasi dieci anni, purtroppo non si è ancora arrivati nel Lazio alla costituzione della suddetta commissione. Va da sé che nella nostra Regione questi professionisti non hanno modo di effettuare la formazione complementare necessaria, e di conseguenza si trovano obbligati ad andare in altre regioni come Toscana, Emilia-Romagna, Umbria, Piemonte, Lombardia, Marche, Puglia e Sicilia, che si sono invece attivate da anni. Risulta così essere di facile intuizione – prosegue De Vito – che il personale medico di questi territori sia molto più facilitato rispetto al nostro che è ancora in attesa che la Regione dia seguito a quanto stabilito quasi dieci anni fa.

Sono sempre stata sensibile al tema delle medicine non convenzionali e complementari: sempre più persone vi ricorrono, sempre più famiglie sono interessate all’argomento, sempre più pazienti guariscono anche grazie ad esse. Ritengo doveroso che l’amministrazione intervenga quanto prima per essere vicina ai nostri professionisti e facilitare chiunque voglia esercitare anche con queste modalità.

A tutti questi operatori, da rappresentante delle istituzioni quale sono, decisi di dare loro una voce in Consiglio regionale.

Pertanto, il 28 febbraio 2019, veniva approvata in Aula una mia mozione con la quale chiedevo alla Giunta, oggi PD/M5S, di impegnarsi finalmente rispetto a questa gravissima inadempienza. Ad oggi – conclude De Vito -, dopo 1357 giorni, nessuna risposta.”