Roma, nasce il Pronto soccorso psicologico notturno: un numero di telefono per chi soffre di ansia e solitudine estiva
L’inziativa nasce su impulso del consigliere Alessandro Alongi, presidente della commissione Politiche Sociali e Salute del municipio XII, e la collaborazione della dottoressa Lorena Menditto. Il numero delle chiamate aumenta sera dopo sera
Quando le luci della città si spengono e la calura estiva isola le abitazioni romane, per molte persone le ore notturne diventano il momento più complesso della giornata. Nel silenzio dei quartieri, pensieri, ansie e sensazioni di vuoto rischiano di ingigantirsi. Per offrire una risposta concreta a queste fragilità nasce nella Capitale il Pronto soccorso psicologico notturno, un presidio gratuito di ascolto e orientamento pensato per accogliere e sostenere chiunque versi in uno stato di sofferenza emotiva durante le ore serali d’estate, fino al 30 agosto.
Il servizio è attivo ogni sera dalle ore 22:00 alle 6:00 del mattino al numero telefonico 331 9508997. L’iniziativa nasce su impulso del consigliere Alessandro Alongi, presidente della commissione Politiche Sociali e Salute del municipio XII, e la collaborazione della dottoressa Lorena Menditto, che ha scelto di mettere volontariamente la propria competenza a disposizione della cittadinanza proprio nel periodo dell’anno in cui la città si svuota e molte persone si sentono più sole e vulnerabili. Il principio alla base è che quando si verifica un problema di salute fisica si va al pronto soccorso, ma non esiste un corrispettivo per la salute mentale. L’iniziativa punta a rappresentare un punto fermo, capace di accogliere l’emergenza emotiva, offrire un primo sollievo e indirizzare chi ne ha bisogno verso eventuali percorsi strutturati.
In particolare, il pronto soccorso psicologico non sostituisce i percorsi terapeutici strutturati, ma offre un intervento immediato, umano e competente. È pensato per chi vive insonnia serale o agitazione notturna. O ancora vuoti estivi e sensazioni di sospensione oppure pensieri ricorrenti che emergono la sera o che hanno solo bisogno di un confronto immediato.
L’avvio dell’iniziativa ha mostrato immediatamente quanto la richiesta d’aiuto sia diffusa e sommersa nella capitale. I numeri delle prime tre notti tracciano un trend chiaro e in costante aumento: si è passati dalle 12 chiamate registrate nella prima notte di attività, alle 16 della seconda, fino a raggiungere quota 21 contatti nella terza. Una crescita progressiva che conferma come l’esigenza di trovare una linea d’ascolto accessibile nelle ore buie non sia un fatto episodico, ma un’esigenza reale avvertita da molti cittadini.
“Un trend che parla da solo: il bisogno di ascolto è reale e cresce”, commenta Alongi su Facebook, sottolineando il valore e la portata dell’iniziativa. “Si tratta di un presidio che accoglie, orienta e offre un punto fermo nelle ore più difficili. La comunità risponde, e noi continuiamo a esserci”.
Il resoconto delle primissime ore di operatività offre un quadro nitido delle dinamiche che scattano al calare del sole. Fin dall’attivazione della linea, il telefono ha iniziato a squillare con continuità, totalizzando 12 chiamate concentrate in sole due ore. Voci ed esigenze differenti, unificate dalla spinta a rompere l’isolamento nel momento più fragile della giornata. Tra i motivi principali dei contatti sono emerse forti difficoltà a prendere sonno, stati d’ansia acuiti dal silenzio notturno e un semplice ma viscerale bisogno di dialogo.
Particolarmente delicate si sono rivelate le situazioni di due persone anziane che vivevano in totale solitudine. La complessità dei quadri emersi durante i colloqui telefonici ha spinto ad andare oltre la consulenza a distanza, programmando vere e proprie visite domiciliari per garantire loro un supporto personalizzato ed evitare che rimanessero isolate nei giorni successivi. “12 chiamate nella prima notte sono un segnale chiaro: questo servizio intercetta un bisogno reale, spesso silenzioso. La notte è un momento in cui le fragilità si amplificano e il nostro compito è garantire una presenza. Nelle prossime settimane valuteremo l’efficacia dell’iniziativa e, a settembre, la possibilità di estendere l’orario” ha aggiunto Alongi che ha poi ringraziato la dottoressa Menditto che ha “trasformato la sua disponibilità gratuita e volontaria in un presidio etico e umano di fondamentale importanza per il territorio”.










