MOSTARDAIL PUNTO/ Il direttore generale della Asl Roma 6 Narciso Mostarda piega la strategia anti-Covid

di Elena Padovan

 

All’indomani dell’inizio della pandemia, la ASL Roma 6 si è trovata a fronteggiare criticità legate ad un alto numero di anziani positivi al Covid 19 all’interno di RSA e case di riposo. Queste situazioni sono state affrontate con l’intervento diretto del personale della Asl all’interno delle strutture, con rigide misure di contenimento e con il trasferimento degli ospiti. “Nel territorio di competenza  – spiega Narciso Mostarda, Direttore Generale della Asl Roma 6 -, tra RSA e case di riposo si contano oltre 3000 ospiti. All’interno delle strutture si sono verificate criticità a causa di un elevato numero di contagi ma da subito abbiamo messo in campo tutte le risorse necessarie per affrontarle nel migliore dei modi.”

In tempi record l’intera azienda è stata ristrutturata e gli stessi percorsi di cura sono stati rimodellati per poter arginare un contagio che nelle RSA ad un certo punto sembrava essere divenuto irrefrenabile.

“In tempi record – continua Mostarda – abbiamo aperto la prima RSA pubblica del Lazio a Genzano e stiamo lavorando per aprire la seconda ad Albano. Possiamo fare questo grazie all’ impegno di tutto il personale che sta affrontando questa emergenza con passione e grandissima professionalità. Si tratta – prosegue – di uno sforzo enorme che ha coinvolto l’intera Azienda, che in poco tempo ha rivoluzionato se stessa e ha creato nuovi percorsi, nuovi sistemi e nuove competenze. Abbiamo messo in campo azioni che hanno rimodulato l’intera rete ospedaliera aziendale e hanno generato nuovi servizi assistenziali alla persona. Grazie alla collaborazione con l’Ares 118, abbiamo trasferito un centinaio di ospiti nelle nostre strutture pubbliche ospedaliere dedicate ai malati di Covid”.

Un altro aspetto che in queste settimane ha destato clamore, è quello dell’effettivo numero dei contagi a livello regionale e ci si interroga sul perché in alcuni casi anche i dati della Asl Roma 6 risultino disallineati. “Per avere un dato certo – precisa il direttore – ci si deve avvalere di più fonti e di diversi soggetti istituzionali. Noi stiamo perfezionando una piattaforma dati molto articolata che prevede oltre 70 sorgenti di raccolta e di invio dati ad una memoria centrale. Finora, – continua – grazie all’impegno di numerosi operatori dello staff di direzione aziendale e del dipartimento di prevenzione, stiamo fornendo quotidianamente i dati a tutte le istituzioni”.

Ora è iniziata la fase 2 e i problemi affrontati nella prima parte della pandemia devono servire per andare avanti e perfezionare al meglio la macchina in tutte le sue componenti. Mostarda conclude auspicando di poter tornare presto all’attività ordinaria: “Dobbiamo focalizzare gli sforzi per restituire piena funzionalità alla nostra rete di servizi territoriali e a quella ospedaliera, ripristinando le attività di cura programmabili al di fuori delle urgenze”.