Le piazze si sono riempite e molte fabbriche si sono fermate nello sciopero generale indetto dalla Cgil contro la manovra del governo. A Firenze, dove ha sfilato il corteo principale, il segretario Maurizio Landini ha parlato di una mobilitazione di massa, con circa mezzo milione di persone complessivamente e 100mila solo nel capoluogo toscano. Disagi si sono registrati soprattutto nei trasporti, in particolare nel settore ferroviario, mentre l’adesione ha dato vita al consueto confronto sui numeri tra sindacati e governo.

Secondo la Cgil l’astensione dal lavoro ha raggiunto il 68%, mentre il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha ridimensionato la partecipazione parlando inizialmente di un 20% tra i dipendenti pubblici e poi di un dato complessivo dell’8,2%, definendo lo sciopero “fallito”. Ancora più basse le cifre fornite dal ministero dell’Istruzione, che ha stimato un’adesione del 3,86% nelle scuole.

Dal palco di Firenze Landini ha attaccato duramente l’esecutivo, accusandolo di raccontare un Paese che “non esiste” e denunciando politiche che favorirebbero rendite finanziarie e profitti a scapito di salari e pensioni. Scontro diretto anche con il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che aveva definito “irresponsabile” lo sciopero. Salvini, in visita alla centrale operativa delle Ferrovie dello Stato, ha parlato di disagi limitati e ringraziato il personale rimasto in servizio.

Al centro delle rivendicazioni sindacali la riforma fiscale, con la richiesta di una maggiore progressività e di un contributo di solidarietà per i redditi più alti, destinato a finanziare sanità, scuola e politiche industriali. Landini ha inoltre annunciato una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare sulla sanità pubblica e la nascita di un comitato per il “no” al referendum sulla giustizia.

Alle manifestazioni hanno partecipato anche esponenti dell’opposizione, tra cui i leader di Alleanza Verdi e Sinistra Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Cortei e presìdi si sono svolti in tutta Italia, dall’Emilia-Romagna al Piemonte, dalla Lombardia alla Sicilia, senza incidenti. Resta aperto il confronto politico e sociale sulla manovra e sulle politiche economiche del governo.