Il governo ha annunciato che presenterà ricorso contro le recenti decisioni della magistratura siciliana favorevoli alla ong Sea-Watch, riaccendendo il confronto tra esecutivo e giudici sul tema dell’immigrazione.
A comunicarlo è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dopo la sentenza del Tribunale di Palermo che ha disposto un risarcimento di circa 76mila euro a carico di tre ministeri per i danni subiti dalla nave Sea Watch 3, fermata amministrativamente a Lampedusa tra luglio e dicembre 2019. Il caso risale allo sbarco forzato guidato dalla comandante Carola Rackete.
Il Viminale contesterà anche la decisione dei giudici di Catania che hanno sospeso il fermo di 15 giorni imposto a un’altra imbarcazione dell’organizzazione dopo un’operazione di salvataggio effettuata a gennaio. Piantedosi ha sottolineato che l’esecutivo continuerà a utilizzare tutti i gradi di giudizio previsti dall’ordinamento, rivendicando al contempo l’efficacia delle politiche migratorie, che secondo il ministero starebbero contribuendo alla riduzione degli sbarchi irregolari.
Le sentenze hanno riacceso la tensione politica. Il vicepremier Matteo Salvini, ministro dell’Interno all’epoca dei fatti, ha criticato la decisione del tribunale, sostenendo che quando i giudici intervengono su norme approvate dal Parlamento si crea un problema di equilibrio tra poteri. Sulla stessa linea altri esponenti della maggioranza, che parlano di pronunce difficili da comprendere.
Di segno opposto le reazioni dell’opposizione. Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli ha accusato il governo di voler delegittimare la magistratura attraverso continui attacchi alle decisioni dei tribunali.
Nel frattempo, un’altra sentenza ha colpito il Ministero dell’Interno: il tribunale civile di Roma ha condannato il Viminale a risarcire con oltre 21 milioni di euro la società proprietaria dell’immobile occupato dallo Spin Time Labs, nel quartiere Esquilino, per la mancata esecuzione di un provvedimento di sgombero.
Tra ricorsi annunciati, risarcimenti e polemiche politiche, il rapporto tra governo e magistratura resta dunque al centro del dibattito, in particolare sui temi della sicurezza, dell’immigrazione e dell’ordine pubblico.










