Il Six Kings Slam di Riad, pur essendo un torneo-esibizione, ha lanciato un messaggio forte al tennis mondiale: Jannik Sinner è in forma e pronto per il gran finale di stagione. L’altoatesino ha battuto nettamente Carlos Alcaraz con il punteggio di 6-2 6-4, mostrando un gioco solido e vario, frutto del lavoro annunciato dopo la sconfitta agli US Open.
Sinner ha messo in campo un servizio impeccabile, colpi tagliati e discese a rete efficaci, mantenendo il suo ritmo forsennato che ha tolto tempo e lucidità al rivale spagnolo. Alcaraz, sorpreso, non è mai riuscito a imporre la propria strategia, pur regalando insieme all’azzurro punti spettacolari che hanno entusiasmato il pubblico saudita.
Nel primo set, Sinner è partito forte, strappando subito il servizio all’avversario e chiudendo 6-2 in meno di mezz’ora. Nel secondo parziale, Alcaraz ha resistito fino al 3-3, ma l’azzurro ha alzato ancora il ritmo conquistando il break decisivo e chiudendo 6-4. Vittoria netta e convincente, accompagnata da sorrisi e fair play: “Carlos è un amico, ma voglio ancora migliorare”, ha detto Sinner. Alcaraz ha ricambiato con sportività: “Quando Jannik gioca così, è incredibile”.
Il successo vale a Sinner il secondo titolo consecutivo nel torneo e un ricco montepremi, ma soprattutto fiducia in vista delle ATP Finals di Torino, dove punterà al bersaglio grosso davanti al pubblico di casa.
Ottime notizie anche dal tennis femminile: Jasmine Paolini si è qualificata per le WTA Finals di Riyad, in programma dall’1 all’8 novembre. La 29enne di Bagni di Lucca, numero 8 del ranking mondiale e settima nella Race to Riad, ha ottenuto il pass grazie al forfait di Mirra Andreeva, che non parteciperà agli ultimi tornei stagionali.
Per Paolini è la seconda partecipazione consecutiva all’evento che riunisce le migliori otto tenniste dell’anno. Parteciperà sia al singolare che al doppio, insieme a Sara Errani.
La toscana corona così una stagione di altissimo livello, segnata da risultati storici: il trionfo agli Internazionali d’Italia, prima italiana a riuscirci dopo 40 anni, la finale al WTA 1000 di Cincinnati e ben quattro semifinali, tra cui quelle di Miami e Wuhan.
Paolini si unisce così a un gruppo d’élite che comprende Sabalenka, Swiatek, Gauff, Anisimova, Pegula e Keys, mentre l’ultimo posto utile è conteso tra Rybakina e Andreeva.










