Un lunedì di sangue a Milano, nel quartiere Rogoredo, nei pressi del cosiddetto “bosco della droga”, una delle principali piazze di spaccio della città. Nel tardo pomeriggio, poco prima delle 18, una pattuglia di polizia impegnata in un’operazione antidroga in via Impastato ha ucciso un uomo di 28 anni, cittadino marocchino con precedenti per spaccio e resistenza a pubblico ufficiale.
Secondo la prima ricostruzione, mentre gli agenti – in divisa e in borghese – stavano fermando un presunto spacciatore, il giovane si sarebbe avvicinato puntando un’arma contro la pattuglia. Dopo aver intimato l’alt, un poliziotto ha sparato colpendolo alla parte alta del corpo. Solo successivamente si è accertato che l’arma impugnata dal 28enne era una pistola a salve. L’uomo è morto sul posto; inutili i tentativi di soccorso da parte del 118.
Sul luogo sono intervenuti la Scientifica, il medico legale e gli investigatori della Squadra mobile. Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Giovanni Tarzia e seguite direttamente dal procuratore capo Marcello Viola, con l’obiettivo di ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti, destinata a suscitare un ampio dibattito pubblico.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha invitato alla cautela, sottolineando la necessità di evitare giudizi affrettati. Pur senza esprimere valutazioni sulla legittimità o proporzionalità dell’intervento, ha ribadito che non esistono “scudi immunitari” e che saranno le autorità competenti a stabilire eventuali responsabilità.
Sul piano politico, la vicenda ha immediatamente acceso il confronto. La Lega ha espresso pieno sostegno all’agente coinvolto, con il vicepremier Matteo Salvini schierato “senza se e senza ma” dalla parte delle forze dell’ordine e il partito che rilancia la richiesta di un rafforzamento del pacchetto sicurezza. Fratelli d’Italia, con l’ex vicesindaco milanese Riccardo De Corato, ha invece attaccato l’amministrazione comunale, denunciando una gestione carente della sicurezza cittadina.
Più prudenti le reazioni dal centrosinistra. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha evitato commenti sul singolo episodio, ma ha criticato il Governo per aver minimizzato un quadro generale di insicurezza in peggioramento.
La sparatoria arriva in un momento già delicato per Milano, mentre si discute della presenza di agenti statunitensi dell’ICE in vista delle Olimpiadi invernali, e riporta alla memoria altri episodi recenti che hanno alimentato tensioni in città.
Nel frattempo, il poliziotto che ha sparato è stato interrogato in Questura con l’assistenza di un avvocato ed è formalmente indagato, un atto dovuto per consentire tutti gli accertamenti previsti. Al momento non è stata resa nota l’ipotesi di reato contestata.










