Roma, 24 gennaio 2026 – da IL Nuovo Corriere di Roma e del Lazio

Di Giovanni Tagliapietra

Lasciamo da parte per un momento gli argomenti di denuncia che rappresentano, in questo spazio, una costante. L’assenza dei vigili a fare il loro lavoro sulla strada, le doppie file, la “green zone” declinata in tutte le sue espressioni. C’è dell’altro su cui ragionare e non è nulla di buono. Per il centro sinistra, arroccato in Campidoglio, il problema numero uno è quello di trovare la quadra, l’equilibrio tra gli alleati, per impedire alla destra, forte, aggressiva e determinata, di vincere le prossime elezioni e scalzare Roberto Gualtieri. Serve il tanto celebrato campo largo, sembra tutto così facile a parole ma nei fatti la maggioranza sembra una armata Brancaleone. Grillini per loro conto? L’estrema sinistra prigioniera di se stessa, i Calenda di turno? Per il Pd capitolino non sono giorni facili. Ma dall’altra parte sta per scoppiare una grana di non poco conto, una grana legata, in sostanza, al potere. Francesco Rocca ha già le sue gatte da pelare con la sanità, che assorbe quasi tutta la sua attenzione. Cerca di razionalizzare il sistema dettando nuove regole per visite e prescrizioni, riempiendo i media di contenuti e suggestioni, rilanciando su tutte le questioni aperte, dando una immagine dinamica del suo pensiero “sanitario”. E fatica parecchio, si vede lontano un miglio. La sua maggioranza non va avanti con la serenità necessaria. E la mancanza di avversari dall’altra parte della barricata (l’opposizione può solo riempire le cronache di comunicati di protesta), apre spazi agli appetiti, alle richieste di poltrone, di incarichi. E’ il potere che richiama e richiede maggiore potere. In parole semplici, gli alleati della maggioranza, non avendo granché da fare, vogliono contare di più, vogliono allargarsi. Una situazione simile si era proposta l’anno scorso, e Rocca l’aveva superata con pazienza. Oggi la maggioranza discute di due, forse anzi quattro nuove commissioni speciali, deve procedere a nuove nomine e al riordino delle poltrone a ormai tre anni dall’inizio del mandato. Forza Italia e Lega i due partiti che spingono di più, naturalmente Il centrodestra discute di due, forse anche quattro nuove commissioni speciali, ma deve anche procedere a nuove nomine e al riordino dei membri a ormai tre anni dall’inizio del mandato. Forza Italia e Lega i due partiti che spingono di più. Insomma Rocca è impegnato sul fronte delle liste d’attesa e della validità delle ricette. Ma nelle stanze chiuse della maggioranza in Regione si discute essenzialmente di poltrone. Ce n’è abbastanza da distrarre il governatore dalle sue priorità, dalle sue emergenze. Si discute ad esempio della possibilità di creare un nuovo organismo interno al consiglio regionale, ovvero una commissione speciale per il Giubileo del 2033. Sono prebende, uffici, segretarie, autisti, indennità, etc. E pensare che Rocca si era speso per il risparmio,  rinunciando all’istituzione dei sottosegretari regionali proprio per evitare nuovi oneri in una fase economica complessa. Tra l’altro, la commissione giubileo già esiste, è una delle quattro speciali esistenti insieme a Pnrr, Semplificazione amministrativa e Piani di zona. Basterebbe quindi cambiare nome, procedere a nuove nomine e proiettarsi così verso una nuova sfida condivisa con il Campidoglio. Ma non è questo il problema. Sono le poltrone. In maggioranza ci sono due partiti, Forza Italia e Lega, che ciclicamente si agitano chiedendo un equo trattamento rispetto a Fratelli d’Italia, ma soprattutto tra loro. E a breve dovrebbe esserci l’occasione per entrambe di vedersi riconosciute nuove nomine, soprattutto con la creazione di nuove commissioni.  Il raggiungimento dei due anni e mezzo di mandato, lo ha scritto ai capigruppo il presidente Aurigemma, porta la necessità di rivedere le cariche nelle commissioni, dai presidenti ai semplici membri. Soprattutto per quegli organismi che prevedono l’alternanza tra maggioranza e opposizione, come il “Comitato per il monitoraggio per l’attuazione delle leggi”, presieduto dalla Lega con Laura Cartaginese.  Ci sono poi alcune commissioni permanenti che in questi tre anni hanno visto un certo squilibrio tra maggioranza e opposizione, o la totale assenza di alcuni partiti. Basti pensare che il M5S non è né in Bilancio, né in Lavori Pubblici, tanto per fare due esempi.
Insomma, il “giro di boa” della consiliatura dovrebbe portare a qualche stravolgimento, che Rocca deve assolutamente governare. I rumors? Laura Cartaginese dovrà lasciare il comitato che monitora l’attuazione delle leggi, e a quel punto non avrebbe alcun ruolo in consiglio. Dal canto suo, Forza Italia cerca spazio per alcune delle “new entry”. Roberta Della Casa, ex minisindaca e membro di spicco del M5S romano, potrebbe essere un nome spendibile per una commissione. Ma quale? Quelle già esistenti sono  praticamente tutte in mano a Fratelli d’Italia, tranne quelle riservate alle opposizioni (Trasparenza e Vigilanza), una già in mano al partito di Tajani, una a Noi Moderati e una alla lista civica Rocca. Nuove commissioni in arrivo? Liste d’attesa e ricette possono aspettare.