Ottavia Piana, speleologa bresciana di 32 anni, è rimasta bloccata nella grotta Abisso Bueno Fonteno (Bergamo) dopo una caduta di oltre cinque metri avvenuta sabato sera. L’incidente le ha causato fratture facciali, problemi alle vertebre, costole e un ginocchio. Nonostante le ferite, le sue condizioni sono stabili grazie alla presenza costante di un medico e un infermiere.
Il recupero, che coinvolge oltre 100 soccorritori del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico, si svolge in condizioni estremamente difficili e dovrebbe concludersi entro mercoledì sera. Piana è trasportata su una barella speciale attraverso una teleferica orizzontale, mentre i soccorritori affrontano passaggi stretti con martelli demolitori per facilitare il percorso.
Ottavia si trovava nella grotta per mappare una zona inesplorata, tra i laghi d’Iseo e di Endine. Il presidente della Società Speleologica Italiana, Sergio Orsini, ha sottolineato il valore scientifico di queste esplorazioni, fondamentali per la conoscenza del sottosuolo e delle risorse idriche. Ha anche elogiato l’efficienza e la competenza dei volontari impegnati nel salvataggio.
Durante le operazioni, Ottavia è mantenuta al caldo grazie a una speciale tuta riscaldata e alimentata con prodotti energizzanti. I soccorritori, insieme agli otto colleghi che erano con lei nella grotta, lavorano per superare i tratti più complessi.
L’incidente è avvenuto quando Piana risaliva una gola sotterranea e ha perso l’appiglio per il cedimento di un chiodo o una roccia friabile, precipitando all’indietro. Già a luglio scorso Ottavia era rimasta bloccata nella stessa grotta, ma aveva poi ripreso l’attività speleologica. Stavolta, però, ha dichiarato di non voler più tornare nelle grotte, amareggiata dall’accaduto.
Il salvataggio rappresenta una sfida logistica e umana, ma la determinazione dei soccorritori e il sostegno della comunità speleologica lasciano sperare in un esito positivo.










