ROMA – “Sto bene, grazie”: torna l’opera d’arte immersiva che parla della depressione, dal 14 al 21 aprile al Policlinico Tor Vergata Inaugurazione lunedì 15 aprile, alla presenza del Rettore della Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron, del Direttore Generale ff. del Policlinico Tor Vergata, Andrea Magrini, della Prof.ssa Cinzia Niolu, Direttore della UOC Psichiatria e Psicologia del PTV, del Prof. Alberto Siracusano e del Prof. Enzo Fortuna.
Il disagio mentale
In Italia una persona su cinque soffre di un disagio mentale: a confermarlo il report Headway, realizzato da The European House-Ambrosetti in collaborazione con Angelini Pharma1. Tra le cause, la pandemia da Covid, con l’isolamento prolungato e le difficoltà economiche per molte famiglie, poi il timore di una guerra in Europa, con l’invasione della Russia in Ucraina e, più recentemente, il conflitto israelo-palestinese. Disturbi come ansia e stress hanno invaso la sfera intima di molte persone, portando spesso alla depressione: una patologia complessa e silenziosa, circondata ancora oggi da stigma e vergogna sociale.
A queste determinanti si aggiunge l’eco-ansia un disturbo da stress pre-traumatico in cui il disagio mentale legato a eventi traumatici imminenti è avvertito in anticipo, soprattutto tra le giovani generazioni, portando a un aumento dei livelli di stress, di sofferenza e del senso di impotenza Eppure, in questo contesto, soltanto una persona su tre riceve un trattamento sanitario adeguato, aumentando il carico di cura non solo delle persone affette da disturbi mentali, ma anche delle loro famiglie. Sempre secondo Headway, l’Italia non gode di buona salute mentale, posizionandosi al di sopra della media europea: soltanto negli ultimi anni sono state adottate misure a livello istituzionale per affrontare la crisi della salute mentale, come lo psicologo di base in Lombardia e il bonus psicologo.
A complicare il quadro, tutti gli indicatori ci dicono che sono gli adolescenti la parte di popolazione più colpita: il 28% di loro soffre di ansia, il 23% di depressione, il 5% di solitudine, a cui si aggiungono stress e paura nelle stesse percentuali. Secondo
il Rapporto, l’insorgenza di stati depressivi e ansiosi è legata anche ad una diminuzione del rendimento scolastico e spesso induce i giovani all’abbandono della scuola: difatti, almeno il 50% dei disturbi di salute mentale insorge prima dei 15 anni, l’80% prima dei 18, diventando in alcuni casi un problema costante per tutta la vita della persona.
La campagna “Sto bene, grazie”.
In questo contesto, dopo il grande successo della prima edizione, torna l’iniziativa “Sto bene, grazie”, realizzata dall’agenzia di comunicazione You&Web con il contributo non condizionante di Angelini Pharma, al fine di accendere l’attenzione pubblica sui disagi mentali e le patologie psicologiche: una campagna che attraverso un approccio originale e creativo mira a coinvolgere le persone in difficoltà e i familiari, con l’obiettivo di conoscere i disturbi mentali e superare lo stigma sociale e i pregiudizi che ancora permangono nella società.
Il cuore della campagna è nuovamente la “box nera”, che si sposta dall’esterno del museo MAXXI al Policlinico di Tor Vergata per un’intera settimana, dal 14 al 21 aprile, durante la quale tutti potranno accedere alla grande “scatola”, per vivere una piena esperienza sensoriale: nelle quattro stanze, ognuna differente dalle altre, sarà l’arte a diventare metafora delle difficoltà quotidiane delle persone con depressione.
L’inaugurazione è prevista lunedì 15 aprile alle ore 10.30, alla presenza del Rettore della Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron e del Direttore Generale ff. del Policlinico Tor Vergata, Andrea Magrini, della Prof.ssa Cinzia Niolu, Direttore della UOC Psichiatria e Psicologia del PTV, del Prof. Alberto Siracusano e del Prof. Enzo
Fortuna, impegnati nel Progetto per il benessere psicologico e organizzativo del personale del Policlinico Universitario Tor Vergata. Successivamente il percorso esperienziale sarà aperto a tutti i visitatori, al personale ed agli studenti di Tor Vergata.
Durante il periodo della campagna “Sto bene, grazie” si potranno seguire dirette social sulla pagina Facebook di You&Web (https://www.facebook.com/YoueWeb.WebAgency/?locale=it_IT) durante le quali interverranno medici ed esperti a partire
dal Prof. Alberto Siracusano, Ordinario di Psichiatria della Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Coordinatore progetto per il benessere psicologico e organizzativo del Policlinico Universitario Tor Vergata il giorno 15 aprile alle ore 17:00; il 18 aprile alle 15:00 interverrà Gian Luca Comandini, divulgatore tecnologico e professore universitario.
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“Sto bene grazie”, il percorso
Un percorso difficile. Nella prima stanza, tramite pesanti tendaggi e un pavimento inclinato – che non viene immediatamente percepito, ma che rende più faticoso l’incedere del visitatore – sarà simulato lo stato di costrizione, di difficoltà ad andare avanti, condizione di molte persone affette da disturbi depressivi.
Arte performativa
Il visitatore si trova di fronte ad un telo elastico, dietro al quale una danzatrice, Jeannie Nitro, si muove come se fosse prigioniera, mettendo in scena la sensazione di oppressione e l’impossibilità di liberarsi: il tessuto accentuerà i movimenti della performance, evidenziando l’emotività di tale condizione.
Piccola mostra videografica
Il visitatore ha accesso alla terza stanza, simile ad un breve corridoio. Al muro, uno o più schermi riprodurranno un video artistico che mostrerà il senso più profondo della depressione. La proiezione dapprima rappresenterà alcune forme depressive,
per poi pian piano cambiare, trasformarsi, fino a veicolare un messaggio di speranza e fiducia. L’intento è trasmettere l’idea che con costanza, consapevolezza e le giuste cure sia possibile gestire la depressione, guarire dalle forme più lievi e convivere con i disturbi, che smettono così smettono di essere limitanti.
La quarta stanza
L’ultima stanza presenterà una luce soffusa ma rassicurante: qui verrà installato uno specchio, di fronte al quale improvvisamente lo spettatore si troverà faccia a faccia con sé stesso. Accanto allo specchio, un arco divide idealmente la stanza in due aree distinte: dall’arco si vedrà un albero, simbolico, dipinto in tinte tenui e rassicuranti. Superato l’arco, sarà visibile una scritta sopra la porta d’uscita: “E quindi uscimmo a riveder le stelle”. Il verso dantesco, che chiude il primo libro della Divina Commedia, racchiude tutto il senso di speranza e simboleggia il passaggio verso la luce, l’uscita da un “inferno” verso qualcosa che alleggerisce e libera l’animo e la mente.