Una scritta su una parete lungo la strada che collega la statale 106 a Cutro dove oggi pomeriggio è in programma la riunione del Consiglio dei ministri dopo il naufragio del barcone di migranti del 26 febbraio che ha provocato 72 morti accertate, 9 marzo 2023. +++ FACEBOOK +++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE CUI SI RINVIA +++ NPK +++

Nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, un tragico incidente ha scosso le acque del Mar Ionio, quando un caicco proveniente dalla Turchia, con circa 180 persone a bordo, si è spezzato in due, arenandosi violentemente contro una secca vicino al litorale di Steccato di Cutro, in provincia di Crotone.

Il bilancio della tragedia è stato devastante: 94 vittime, tra cui 34 bambini. Le testimonianze dei sopravvissuti e dei familiari delle vittime hanno raccontato la disperazione di quella notte e la mancanza di una risposta adeguata e tempestiva da parte delle autorità.

Un anno dopo l’incidente, un incontro intitolato “Noi non dimentichiamo”, promosso dalla CGIL insieme ad Arci Crotone e altre associazioni, ha riunito persone determinate a chiedere verità e giustizia per le vittime del naufragio.

Alidad Shiri, giornalista di origine afgana che ha perso un cugino nel naufragio, ha espresso la sua angoscia e la sua determinazione nel perseguire la verità.

Filippo Miraglia, dell’Arci nazionale, ha denunciato l’atteggiamento vergognoso del governo italiano e ha sottolineato la necessità di cambiare radicalmente le politiche migratorie, abbracciando un approccio più umano e inclusivo.

Maria Grazia Gabrielli, della segreteria nazionale CGIL, ha ribadito l’importanza di creare corridoi legali per l’ingresso di persone per motivi di studio, lavoro o ricerca, invece di adottare politiche punitive e disumane. Ha sottolineato la necessità di investire nelle politiche di accoglienza e integrazione anziché depotenziarle, come spesso accade attualmente.