
Nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, un tragico incidente ha scosso le acque del Mar Ionio, quando un caicco proveniente dalla Turchia, con circa 180 persone a bordo, si è spezzato in due, arenandosi violentemente contro una secca vicino al litorale di Steccato di Cutro, in provincia di Crotone.
Il bilancio della tragedia è stato devastante: 94 vittime, tra cui 34 bambini. Le testimonianze dei sopravvissuti e dei familiari delle vittime hanno raccontato la disperazione di quella notte e la mancanza di una risposta adeguata e tempestiva da parte delle autorità.
Un anno dopo l’incidente, un incontro intitolato “Noi non dimentichiamo”, promosso dalla CGIL insieme ad Arci Crotone e altre associazioni, ha riunito persone determinate a chiedere verità e giustizia per le vittime del naufragio.
Alidad Shiri, giornalista di origine afgana che ha perso un cugino nel naufragio, ha espresso la sua angoscia e la sua determinazione nel perseguire la verità.
Filippo Miraglia, dell’Arci nazionale, ha denunciato l’atteggiamento vergognoso del governo italiano e ha sottolineato la necessità di cambiare radicalmente le politiche migratorie, abbracciando un approccio più umano e inclusivo.
Maria Grazia Gabrielli, della segreteria nazionale CGIL, ha ribadito l’importanza di creare corridoi legali per l’ingresso di persone per motivi di studio, lavoro o ricerca, invece di adottare politiche punitive e disumane. Ha sottolineato la necessità di investire nelle politiche di accoglienza e integrazione anziché depotenziarle, come spesso accade attualmente.









