Siclari, Repaci e Fimiani sono tra i principali destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip di Reggio Calabria. I carabinieri reggini, sotto il coordinamento della procura del capoluogo dello Stretto, Direzione distrettuale antimafia, hanno accertato come i manager indagati, hanno promesso “di elargire utilità ad amministratori comunali che, in cambio, hanno asservito la loro pubblica funzione agli interessi privati della società di navigazione”.

Nello specifico, Repaci si sarebbe mosso anche con il vertice dell’amministrazione comunale, individuando il suo principale interlocutore in Siclari (fratello del senatore azzurro Marco Siclari), per assicurarsi l’affidamento di un’area sulla quale la sua società aveva progettato la realizzazione di alcuni lavori: al centro dell’indagine della procura i piazzali antistanti gli imbarchi dei collegamenti fra Calabria e Sicilia. Ai domiciliari disposti dalla procura anche il capo dell’Urbanistica Francesco Morabito, il geometra dell’Ufficio Tecnico del Comune Giancarlo Trunfio ed il vigile urbano Vincenzo Bertuca.

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Sono complessivamente 17 gli indagati nell’operazione di oggi della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, denominata ‘Cenide’, che ha portato all’emissione di altrettante ordinanze cautelari. Tra i destinatari anche il sindaco di Villa San Giovanni Giovanni Siclari, il presidente del CdA della compagnia Caronte&Tourist Antonino Repaci e dell’amministratore delegato della stessa società Calogero Fimiani. Per tutti e tre sono stati disposti gli arresti domiciliari.

L’attività investigativa, eseguita dai carabinieri, diretta dal procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri e coordinata dai sostituti procuratori Walter Ignazitto e Gianluca Gelso, prende avvio dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Vincenzo Cristiano. La figura centrale emersa nell’ambito dell’indagine è quella dell’ingegnere Francesco Morabito (destinatario di un ordinanza di custodia cautelare in carcere), attuale responsabile del settore Tecnico urbanistico del Comune di Villa San Giovanni, il quale nel periodo delle investigazioni si è reso responsabile di condotte illecite: ipotesi delittuose di corruzione, turbativa d’asta, falso in atto pubblico, truffa aggravata e peculato.

Custodia cautelare in carcere anche per il geometra Giancarlo Trunfio, dipendente facente funzione del settore Tecnico urbanistico dello stesso Comune. La principale vicenda corruttiva su cui è stata posta attenzione della Procura di Reggio Calabria è stata l’esecuzione del progetto per la riorganizzazione dell’area Villa Agip con la realizzazione di un nuovo impianto di bigliettazione e connessa automazione ad opera della società ‘Caronte& Tourist’. La vicenda ha visto da un lato il coinvolgimento di Antonino Repaci e di Calogero Famiani e dall’altro il diretto interessamento di Francesco Morabito e del geometra Giancarlo Trunfio, i quali hanno agevolato, con atti contrari ai propri doveri d’ufficio, la realizzazione dei lavori di ammodernamento della nuova biglietteria automatica.

In particolare, è emerso nelle indagini, in cambio della promessa di assunzione di Gianluca Trunfio, figlio di Giancarlo, da parte della ‘Caronte&Tourist’ S.p.A. Francesco Morabito e Giancarlo Trunfio, secondo la Procura, hanno adottato un provvedimento autorizzativo illegittimo al fine di consentire alla ‘Caronte&Tourist’ la rapida realizzazione dell’opera, in assenza di un regolare titolo edilizio.

Sempre nell’ambito dell’esecuzione della realizzazione della stessa opera, sono state registrate ulteriori condotte corruttive, attraverso cui i manager indagati, hanno promesso di elargire utilità ad amministratori comunali, che in cambio hanno asservito la loro funzione pubblica agli interessi privati della società di navigazione. Nello specifico, Antonino Repaci si è mosso anche con il vertice dell’amministrazione comunale, individuando il suo principale interlocutore nel sindaco Giovanni Siclari, al fine di assicurarsi l’affidamento dell’area sulla quale la sua società aveva progettato la realizzazione dei lavori in argomento, area che tuttavia risultava di proprietà Anas. Dalle indagini non è emerso alcun trasferimento di denaro.

 

“Siamo partiti in relazione alla gestione dell’ufficio tecnico del Comune di Villa San Giovanni anche in ragione di alcune denunce di cittadini su irregolarità che avvenivano, secondo loro, all’interno di quell’ufficio. Abbiamo avuto anche il contributo di collaboratori che sempre hanno svolto dichiarazioni sulla figura di Francesco Morabito e a quello che definivano il ‘sistema Morabito’ che consisteva nel disbrigo di pratiche di competenza di quell’ufficio rivolgendosi a una ‘cerchia’ di soggetti ritenuti suoi amici“. Così il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri in merito all’operazione Cenide che ha portato oggi all’esecuzione di 17 provvedimenti giudiziari nella città di Villa San Giovanni.

“Abbiamo concentrato le nostre attività investigative – ha aggiunto Bombardieri – sulla persona di Francesco Morabito (responsabile del settore tecnico urbanistico del Comune di Villa San Giovanni, ndr) e sul suo ufficio che hanno poi fatto scattare una serie di filoni investigativi che hanno riguardato la gestione di pratiche edilizie, affidamento e turbativa di gare che venivano svolte in maniera apparentemente regolare”. “In realtà – ha concluso il procuratore di Reggio Calabria – c’erano accordi che riguardavano le ditte partecipanti con una selezione già stabilita a tavolino, con promesse e intimidazioni ai partecipanti stessi”.