Ore di terrore a Örebro, nel cuore della Svezia, dove un uomo armato ha aperto il fuoco in un campus educativo, causando la morte di almeno dieci persone e ferendo molte altre. Si tratta della sparatoria di massa più sanguinosa nella storia del Paese. Il responsabile, un 35enne senza precedenti, si sarebbe tolto la vita dopo l’attacco.
L’aggressione è avvenuta nel Campus Risbergska, un centro di formazione per adulti, compresi migranti. Centinaia di studenti e docenti si sono barricati nelle aule o sono fuggiti all’esterno mentre gli spari riecheggiavano nel campus. Testimoni raccontano di scene drammatiche: insegnanti che portano fuori i loro studenti, persone che trasportano corpi insanguinati, messaggi disperati inviati ai propri cari.
Le autorità hanno escluso il terrorismo, ma il movente resta sconosciuto. La polizia ha perquisito l’abitazione del killer senza trovare elementi utili a spiegare la tragedia. Il padre dell’attentatore, sconvolto, ha dichiarato ai giornalisti di non sapere nulla di quanto accaduto.
Il premier svedese Ulf Kristersson ha definito l’attacco “un giorno doloroso per tutta la Svezia”, mentre il re Gustavo ha parlato di “terribile atrocità”. Anche la premier italiana Giorgia Meloni ha espresso solidarietà al governo e al popolo svedese, condannando la violenza.
Gli inquirenti stanno ora cercando risposte per chiarire i dettagli di una strage che ha sconvolto un Paese dove le sparatorie nelle scuole sono estremamente rare.










