Nel giorno di Tisha B’Av, ricorrenza ebraica che commemora la distruzione dei due Templi di Gerusalemme, il ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir ha guidato una visita altamente controversa sulla Spianata delle Moschee (nota anche come Monte del Tempio). Si tratta della prima volta che un membro del governo israeliano prega apertamente sul sito sacro durante questa giornata, rompendo lo status quo consolidato tra Israele e Giordania.

Ben Gvir, esponente dell’estrema destra messianica, era accompagnato da altri politici israeliani e da migliaia di fedeli. Secondo fonti locali, circa 3.500 pellegrini ebrei hanno visitato il luogo, suscitando forti reazioni a livello internazionale. La Giordania, che gestisce il sito tramite il Waqf islamico, ha definito l’episodio una “provocazione inaccettabile”, mentre l’Autorità Nazionale Palestinese ha parlato di “superamento di ogni linea rossa”.

La visita ha ricevuto l’appoggio di alcuni membri del governo. Il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato che Israele rafforzerà “per sempre” la sua sovranità su Gerusalemme e sul Monte del Tempio. Sui social, Ben Gvir ha espresso l’intento di lavorare per la “piena sovranità e redenzione” del sito e dell’intera Terra d’Israele.

La visita è avvenuta in un contesto già molto teso. Hamas ha usato il nome della moschea Al-Aqsa per giustificare l’attacco del 7 ottobre 2023, denominato “Operazione Al-Aqsa Flood”. Il gesto del ministro israeliano ha dunque un forte valore simbolico e politico.

Sul fronte diplomatico, l’Arabia Saudita ha condannato l’episodio, accusando Israele di alimentare il conflitto. Intanto, la Giordania cerca di mantenere un equilibrio difficile anche nei rapporti con Hamas, dopo le tensioni sorte in seguito alla condanna unanime della Lega Araba per l’attacco del 7 ottobre e l’invito a Hamas a disarmare e liberare gli ostaggi.

In parallelo, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha ribadito il rifiuto di un riconoscimento unilaterale dello Stato palestinese, sostenendo che equivarrebbe a riconoscere Hamas. Ha espresso rispetto per l’Italia e il presidente Mattarella, ma ha difeso le azioni israeliane come conformi al diritto internazionale.

Infine, nuove tensioni si sono registrate con un’ulteriore incursione guidata da Ben Gvir e dal parlamentare Amit Halevi del Likud. Secondo il Waqf islamico, almeno 1.251 coloni hanno partecipato alla visita con preghiere e rituali che hanno risuonato nell’intera Spianata.

L’episodio segna un ulteriore punto di frizione nella già delicata questione di Gerusalemme, mettendo alla prova gli equilibri regionali e la fragile stabilità diplomatica.