È stato posto agli arresti domiciliari Angelo Simionato, 22 anni, originario della provincia di Grosseto, arrestato dalla Digos con l’accusa di aver partecipato all’aggressione al poliziotto Alessandro Calista avvenuta lo scorso 31 gennaio a Torino, al termine del corteo Pro Askatasuna.

La misura cautelare è stata disposta da un giudice per le indagini preliminari del tribunale di Torino, al termine dell’udienza di convalida durante la quale il giovane ha rilasciato dichiarazioni. Dal provvedimento emerge che, pur non essendo state accolte tutte le ipotesi accusatorie, sussistono indizi ritenuti sufficienti a carico del 22enne in relazione ai fatti di quella giornata.

A Simionato viene contestato il reato di concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale impegnato in servizio di ordine pubblico durante manifestazioni, previsto dall’articolo 583 quater del codice penale, introdotto di recente. La gip Irene Giani ha ritenuto fondata questa ipotesi di reato, mentre non ha considerato sufficienti gli elementi per sostenere l’accusa di rapina delle attrezzature del poliziotto. Il giovane resta inoltre indagato per resistenza a pubblico ufficiale.

Diversa la decisione per altri due arrestati in relazione agli scontri del 31 gennaio: Matteo Campaner e Pietro Desideri sono stati scarcerati con obbligo di firma. Entrambi erano stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale.

«Siamo soddisfatti della decisione del giudice, anche se riteniamo di essere del tutto estranei agli incidenti», ha dichiarato l’avvocato Stefano Coppo, difensore di Campaner, 35enne di Grugliasco. Il legale ha annunciato la possibilità di ricorrere al tribunale del riesame. Campaner resta indagato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale e, nel corso dell’udienza di convalida, ha negato ogni coinvolgimento, definendosi «inorridito» dall’aggressione al poliziotto Calista, compiuta – secondo le ricostruzioni – da un gruppo di manifestanti.

La decisione di rimettere in libertà i due indagati ha suscitato reazioni politiche. Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha commentato sui social parlando di una scelta «vergognosa» e rilanciando il tema del referendum sulla giustizia.

Nelle ordinanze, la gip Irene Giani ha definito quanto accaduto a Torino una vera e propria “guerriglia urbana”, attribuendola a un’azione «evidentemente preordinata e organizzata» da parte di una frangia dei manifestanti pro Askatasuna. La giudice ha inoltre richiamato la brutale aggressione subita da una troupe della Rai nel corso degli scontri.