Sono passati 43 anni dalla tragedia di Vermicino, nei pressi di Roma, ma il ricordo di quella vicenda drammatica rimane vivido nella memoria degli italiani. Era il 10 giugno 1981 quando Alfredino Rampi, un bambino, cadde in un pozzo artesiano, tenendo l’intera nazione incollata ai televisori per tre giorni.

Alfredino si trovava con i genitori, Nando Rampi e Franca Bizzarri, nella loro casa di campagna vicino a Frascati. Non vedendolo rincasare, il padre iniziò a cercarlo e scoprì che i lamenti del bambino provenivano da un pozzo artesiano. Le operazioni di soccorso iniziarono immediatamente, ma furono segnate da numerose difficoltà. Tentativi di raggiungere Alfredino con una tavoletta legata a una corda si rivelarono infruttuosi, e un microfono calato nel pozzo permise a tutti gli italiani di ascoltare le angosciose invocazioni del bambino.

La vicenda assunse un carattere nazionale quando il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, si recò sul luogo per parlare con Alfredino. Nonostante gli sforzi eroici dei soccorritori, tra cui i volontari Angelo Licheri e Donato Caruso, il bambino scivolò ulteriormente nel pozzo e morì all’alba del terzo giorno.

La tragedia suscitò forti polemiche sulla conduzione dei soccorsi, con accuse di imperizia e critiche anche verso la madre di Alfredino. Seguirono indagini e un processo che vide l’assoluzione dell’operaio responsabile dello scavo e del proprietario del pozzo, mentre il comandante dei vigili del fuoco di Roma, Elveno Pastorelli, fu scagionato.

La madre di Alfredino, Franca Bizzarri Rampi, ha sottolineato la mancanza di una cultura diffusa della prevenzione in Italia. Tuttavia, grazie alla tragica vicenda di Vermicino, sono stati compiuti significativi progressi nei sistemi di soccorso. Oggi, la disorganizzazione e la confusione che caratterizzarono quei giorni hanno lasciato il posto a un coordinamento più efficiente tra i soccorritori.

Il “Centro Alfredo Rampi”, fondato poco dopo la tragedia, continua a promuovere la sicurezza e la prevenzione, ricordando a tutti l’importanza di un sistema di soccorso ben organizzato per evitare che simili tragedie si ripetano.