Nel pieno delle tensioni tra Russia e Ucraina, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato una tregua pasquale, proponendo un cessate il fuoco a partire dalle ore 18 di sabato (ora di Mosca) fino alla mezzanotte di domenica. La mossa, presentata come gesto umanitario, giunge il giorno dopo l’avvertimento di Donald Trump, che ha minacciato di abbandonare ogni tentativo di mediazione se le parti non troveranno un accordo.

Nonostante l’annuncio, Kiev resta diffidente. Le sirene antiaeree hanno continuato a suonare nella capitale ucraina anche dopo l’inizio ufficiale della tregua, mentre il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha ribadito che “valuteremo i fatti, non le parole”, accusando Mosca di aver rifiutato precedenti proposte di tregua più durature.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che l’Ucraina risponderà in maniera speculare se la Russia manterrà un “silenzio totale e incondizionato”, proponendo addirittura di estendere la tregua oltre la Pasqua, per testare le vere intenzioni del Cremlino. “Trenta ore fanno notizia, ma trenta giorni potrebbero dare una possibilità alla pace”, ha dichiarato.

Nel frattempo, un segnale distensivo è arrivato da uno scambio di prigionieri tra le due parti: 246 militari restituiti a testa, insieme a soldati feriti che necessitano cure urgenti. Zelensky ha ringraziato gli Emirati Arabi Uniti per la mediazione.

Putin, dal canto suo, ha sottolineato che la reazione ucraina alla tregua mostrerà la reale volontà di pace di Kiev. Ha anche lodato gli sforzi di mediazione da parte di Donald Trump, Xi Jinping e altri Paesi del blocco Brics.

Tuttavia, Kiev ha smentito le indiscrezioni del New York Post, secondo cui sarebbe “al 90%” d’accordo con il piano di pace presentato da Trump a Parigi, precisando che il ministro della Difesa Rustem Umerov non ha autorità per prendere decisioni politiche.

In ambito internazionale, Antonio Tajani ha definito la proposta russa “un segnale verso la pace”, pur sottolineando che Mosca deve mettere fine definitivamente alla guerra. Anche la Commissione europea ha chiesto alla Russia “azioni concrete per un cessate il fuoco duraturo”, ribadendo che la guerra potrebbe finire se Mosca lo volesse davvero.

Nonostante l’annuncio di tregua, il clima resta teso. Le prossime ore e giorni saranno decisivi per capire se si tratti di un reale passo verso la pace o dell’ennesima manovra tattica.