Nel momento più delicato del suo mandato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha utilizzato il discorso sullo Stato dell’Unione per rilanciare la propria agenda politica e preparare il terreno alle elezioni di metà mandato, tra calo nei sondaggi e prime crepe nella base repubblicana.
Davanti al Congresso riunito in seduta plenaria, il presidente ha difeso il primo anno alla Casa Bianca, sostenendo di aver “salvato l’America dall’orlo del disastro”, e ha presentato un programma economico ambizioso, con nuove misure contro il caro vita e l’obiettivo di riportare il Paese verso una nuova fase di crescita.
Uno dei pilastri della strategia resta la politica commerciale. Nonostante le recenti limitazioni imposte dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, l’amministrazione ha confermato l’entrata in vigore di dazi globali del 10%, con l’ipotesi di un aumento al 15% nei prossimi mesi.
La linea dura sul commercio e sull’immigrazione, tuttavia, sta generando resistenze non solo tra i democratici ma anche all’interno dello stesso Partito Repubblicano, tradizionalmente favorevole al libero scambio.
Il discorso arriva nel pieno di uno shutdown parziale legato allo scontro sui finanziamenti all’Immigration and Customs Enforcement (ICE), al centro di polemiche dopo recenti tensioni legate alle operazioni contro i migranti. Il tema dell’immigrazione, un tempo punto di forza del presidente, rischia ora di diventare un elemento critico in vista del voto.
I repubblicani temono un effetto negativo alle urne: la perdita della Camera appare probabile, mentre cresce il timore di una vittoria democratica più ampia che potrebbe paralizzare l’azione dell’amministrazione.
Sul fronte della politica estera, Trump ha lasciato aperta la possibilità di un’azione militare contro l’Iran. Secondo indiscrezioni, la Casa Bianca starebbe valutando un attacco limitato per rafforzare la posizione negoziale di Washington, con l’ipotesi di un’operazione più ampia in caso di mancato accordo.
Una prospettiva che incontra però le perplessità dell’opinione pubblica e di parte della stessa base conservatrice, tradizionalmente contraria a nuovi interventi militari all’estero.
Alla serata hanno assistito ospiti simbolici, tra cui vittime di abusi legati al caso Epstein e rappresentanti della società civile. La First Lady Melania Trump ha invitato personalmente alcuni partecipanti, legando la sua presenza a iniziative su tecnologia e tutela dei minori.
La replica dei democratici è stata affidata alla governatrice della Virginia Abigail Spanberger, che ha avviato il contrattacco politico in vista delle prossime sfide elettorali.
Lo Stato dell’Unione segna così un passaggio cruciale per Trump: un tentativo di rilancio su economia e sicurezza, mentre il clima politico interno resta incerto e la campagna per il controllo del Congresso entra nella sua fase decisiva.










