Donald Trump si mostra raggiante alla Casa Bianca mentre apre la riunione di governo, dopo aver portato a casa quello che definisce un “accordo storico” tra Israele e Hamas per la prima fase del piano di pace a Gaza. “Gli ostaggi dovrebbero essere rilasciati lunedì o martedì”, ha dichiarato il presidente statunitense, annunciando la sua prossima partenza per il Medio Oriente, dove parteciperà alle cerimonie ufficiali dell’intesa, previste tra Israele ed Egitto.
L’accordo, firmato a Sharm el-Sheikh dopo giorni di negoziati indiretti mediati da Egitto, Qatar e Turchia, con la supervisione degli Stati Uniti, rappresenta per Trump il più grande successo diplomatico del suo mandato. Il tycoon ha paragonato questo traguardo agli Accordi di Abramo, sottolineando la speranza che possa aprire una nuova era di stabilità nella regione. “Abbiamo messo fine alla guerra, credo che questa sarà una pace duratura”, ha affermato.
Durante la telefonata con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che lo ha invitato a parlare alla Knesset, Trump ha ricevuto parole di elogio e l’auspicio, condiviso da molti osservatori internazionali, che possa essere candidato al Premio Nobel per la Pace.
La seconda fase dell’intesa, tuttavia, si preannuncia complessa: prevede il disarmo di Hamas, la ricostruzione e la governance di Gaza, il ritiro completo delle forze israeliane e l’insediamento di una forza di pace internazionale sotto egida ONU.
Intanto a Parigi, i ministri degli Esteri di vari Paesi occidentali e arabi – tra cui l’italiano Antonio Tajani – si sono riuniti per discutere gli sviluppi dell’accordo. Il presidente francese Emmanuel Macron ha ammonito Israele contro l’espansione delle colonie in Cisgiordania, definendola “una minaccia esistenziale per lo Stato di Palestina” e contraria al piano americano.
Sulla questione dei due Stati, Trump mantiene prudenza: “Non ho un’opinione precisa, mi atterrò a ciò che le parti concordano”.
Un atteggiamento che lascia aperta la porta al dialogo ma anche molte incognite sulla tenuta di questa fragile pace appena siglata.










